Covid, grave a 12 anni   L’appello: «Vaccinateli»
Il reparto di terapia intensiva Covid. Anche un ragazzo comasco di 12 anni, contagiato dal virus, è finito in rianimazione (Foto by foto butti)

Covid, grave a 12 anni

L’appello: «Vaccinateli»

Il primario di Pediatria del Valduce: «Colpa di un’infiammazione al cuore per un ragazzo contagiato»

L’adesione alla campagna vaccinale tra i più giovani è partita bene, le prenotazioni nel Comasco tra i 12 e i 29 anni sono arrivate in poche ore al 40%. C’è però una fascia di resistenza sia tra i maggiorenni che tra i genitori dei minorenni. C’è chi teme le reazioni avverse, chi si domanda se vaccini così nuovi siano nel lungo periodo sicuri. Ma soprattutto c’è un fatto che fa breccia e che si può riassumere con un «tanto noi non stiamo male». Sui grandi numeri è vero, raramente nei giovani il Covid ha mostrato manifestazioni preoccupanti e sintomi gravi.

«Ma non è del tutto vero, settimana scorsa abbiamo trasferito in terapia intensiva un dodicenne positivo – spiega Daniele Merazzi, primario del dipartimento materno infantile e della pediatria del Valduce – È andato d’urgenza al Buzzi di Milano, un ospedale che ha un reparto specializzato per i più piccoli. Era insorta una particolare forma di miocardite, in termine medico chiamata Mis-C». Sindrome multi infiammatoria sistemica, la cui correlazione con il Covid è confermata dalle massime autorità scientifiche.

La miocardite

È una patologia rara, ma che durante la pandemia ha subito un incremento di casi perché il virus è capace di scatenarla. Questa condizione genera estese infiammazioni in diverse parti del corpo, inclusi cuore, polmone, reni, cervello, pelle, occhi, organi gastro intestinali. I bambini, in particolare nell’età pre adolscenziale, possono avere febbre e vari sintomi, tra cui dolore addominale, vomito, diarrea, dolore al collo, eruzione cutanea, occhi iniettati di sangue o sensazione di profusa astenia. Negli esami di laboratorio ci sono evidenze infiammatorie. Pediatri e specialisti devono essere pronti a diagnosticare questa sindrome in assenza di altre plausibili concause. Il 12enne, residente in città, adesso sta meglio, è ancora in ospedale, ma in un reparto ordinario.

La copertura vaccinale

«La vaccinazione è importante anche per evitare queste casistiche, pur rare – dice ancora Merazzi – quanto alla sicurezza dei vaccini occorre ricordare che sono sperimentati, testati, approvati come ogni altro presidio sanitario, anzi con un’attenzione mondiale imparagonabile. Io consiglio la vaccinazione anche alle mamme in attesa».

Ci sono poi altre motivazioni a favore della vaccinazione: protegge tutti, non solo chi si vaccina, anche le persone che per determinate fragilità non possono venire vaccinate. La vaccinazione poi rende più difficile la vita al Covid, gli toglie spazio, altrimenti potrebbe continuare a contagiare e, mutando, potrebbe resistere proprio ai vaccini. Infine i giovani senza più Covid in circolazione possono tornare normalmente a frequentare le scuole in presenza, senza quarantene, ma possono si spera anche trovare una maggiore serenità nella socialità e fare festa la sera in compagnia.


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