Covid:  10.176 nuovi positivi  in Italia con 224     morti  A  Como     115 casi,   44 a Lecco   e    29 a Sondrio

Covid: 10.176 nuovi positivi

in Italia con 224 morti

A Como 115 casi, 44 a Lecco

e 29 a Sondrio

I dati del ministero della Salute. Tasso di positività al 3%.

Sono 10.176 i nuovi positivi al Coronavirus in Italia con 224 morti. 338.436 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i test erano stati 328.612. Il tasso di positività è del 3%, in leggero calo rispetto al 3,2% di ieri.

A Como ci sono stati 115 casi, 43 a Lecco e 29 a Sondrio.

Con 52.497 tamponi eseguiti è di 1.584 il numero di positivi registrati in Lombardia, una percentuale del 3%. Scende il numero dei ricoverati: in terapia intensiva sono 490 (uno meno di ieri) e negli altri reparti 2.850, in diminuzione di 118. Sono invece 43 i decessi, che portano il totale dei morti da inizio pandemia a 33.149.

La Lombardia resta in zona gialla e pensa alla ripartenza. In tal senso, allentare il coprifuoco è importante, ma lo slittamento di un’ora o di due ore solo in parte riuscirebbe a dare una decisa spinta alla ripresa economica delle attività. È quanto sostiene l’analisi su base mensile dell’Ufficio Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza focalizzata sulle attività di somministrazione. Con le regole di questi giorni della zona gialla «rafforzata», spostare il coprifuoco alle 23 consentirebbe a bar e ristoranti una limitata crescita dei ricavi: 18,6 milioni di euro. Un pò meglio lo spostamento del coprifuoco alle 24 con un recupero di 33,6 milioni di euro.

Eppure tra gli esperti c’è chi pensa che l’Italia abbia riaperto troppo presto. Mentre si discute sulla fine del coprifuoco, infatti, il direttore di Malattie Infettive 3 all’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, non nasconde le proprie perplessità. «È evidente - ha spiegato in una intervista all’Eco di Bergamo - che in Italia è in atto un esperimento diverso da altri Paesi, dove si è optato per una campagna vaccinale di massa quando si era chiusi e si è vista subito una caduta di casi e morti. Noi, invece, abbiamo messo il carro davanti ai buoi, senza avere abbastanza vaccini sul carro»


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