Confindustria Lecco  Nasce un gigante da 2000 imprese
Lorenzo Riva (presidente Confindustria Lecco-Sondrio)

Confindustria Lecco

Nasce un gigante da 2000 imprese

I consigli hanno dato il via libera al percorso di fusione tra le territoriali di Lecco-Sondrio e Bergamo - Il protocollo dovrà essere approvato dalle due assemblee, secondo i programmi l’iter sarà terminato nel 2022

Dopo le anticipazioni annunciate a inizio gennaio da L’Eco di Bergamo e La Provincia, ora è ufficiale: Confindustria Lecco-Sondrio e Confindustria Bergamo bruciano le tappe e viaggiano verso la fusione.

Lo conferma una nota, al termine del Consiglio generale congiunto durante il quale le due associazioni hanno approvato il protocollo da sottoporre all’assemblea dei soci, in un iter che andrà a a concludersi nel 2022 dando il via alla fusione tra le due associazioni». Oggi, aggiunge la nota, si apre «ufficialmente il processo per la nascita di un’associazione unica di riferimento, autorevole e forte, ancora meglio attrezzata per rispondere alle sfide di un contesto nazionale e internazionale di crescente complessità».

Le due associazioni inizieranno da ciò che le unisce, dalla vocazione manifatturiera a quella per l’internazionalizzazione, alla specializzazione meccanica, con una base produttiva che nel manifatturiero «esprime a Bergamo, a Lecco e a Sondrio rispettivamente il 32%, il 35,8% e il 19,8% del valore aggiunto” e un’industria meccanica che ”dà lavoro rispettivamente al 56%, al 69,4% e al 37,7% di addetti sul totale della manifattura». In ciò l’export vale il 48%, il 46,7% e il 14,7% del totale del valore aggiunto.

Nella base associativa la nuova associazione sommerà i numeri di Bergamo (1200 imprese associate che occupano 83.600 persone) e Lecco-Sondrio (710 associate per 35mila dipendenti) e ripartirà con la nuova organizzazione includendo 144 dipendenti (101 a Bergamo e 43 a Lecco-Sondrio).

La territorialità dei servizi sarà salvaguardata con le tre sedi di Lecco, Sondrio e Bergamo

«La propensione a collaborare, a creare sinergie e allargare gli orizzonti di cooperazione è strategico per affrontare le sfide della modernità», afferma il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva ricordando la stessa logica che cinque anni fa ha spinto verso la fusione fra Lecco e Sondrio, con «la volontà di valorizzare i molti aspetti che i territori e le imprese condividono, ma ancor più mettere a fattor comune e integrare le peculiarità dei singoli, senza snaturarle. Siamo convinti di avere scelto una strada di successo e siamo certi che il passo di oggi possa essere anche precursore per alleanze più larghe». Affermazione, questa, che sembra riferirsi a Como, con cui Lecco ha in corso da tempo una collaborazione che è stata a sua volta premessa di una fusione irrealizzata, su cui ora il tandem Bergamo e Lecco-Sondrio ha compiuto un sorpasso. Per il presidente di Confindustria Bergamo, Stefano Scaglia, «una rappresentanza ancora più forte e strutturata sarà quindi un interlocutore naturale e privilegiato per tutti gli stakeholder, a cominciare dalle Istituzioni locali e nazionali».


© RIPRODUZIONE RISERVATA