Confindustria Lecco   «Cambiare si può»
Lo scorso anno l’assemblea di Confindustria Lecco si tenne al campus di via Previati

Confindustria Lecco

«Cambiare si può»

Assemblea a Colico. Il tema scelto per i lavori è l’innovazione del sistema Italia e del contesto economico. Giovanni Maggi: «Vorrei lavorare in un paese che non considera l’impresa un soggetto che va arginato»

È la prima assemblea da quando le due territoriali si sono fuse, sarà la quinta da presidente di Giovanni Maggi. Abbiamo cominciato con i numeri, tanto vale continuare. Giovedì 18 giugno nell’hangar della Inaer Aviation di Colico è prevista la presenza di almeno cinquecento invitati (le precedenti assise di Confindustria Lecco ne riuniva al massimo 350), d’altra parte la nuova associazione riunisce ottocento imprese che occupano 37mila persone. Cifre e peso che ne fanno una delle prime venti territoriali del sistema Confindustria. Sono ottocento aziende che all’unanimità hanno votato la fusione tra Lecco e Sondrio e che costituiscono il tessuto connettivo delle economie dei due territori.

Basta numeri. Andiamo al tema dell’assemblea, è “L’Italia che cambia”. Che cambia e che - sottolinea Maggi - deve continuare a cambiare. «È necessario - avverte il numero uno di via Caprera - andare avanti con il processo di riforma del sistema Paese. È la sfida che dobbiamo affrontare e vincere. Noi, nel nostro piccolo abbiamo realizzato un grande passo con la fusione delle due territoriali. È un esempio di cosa significa innovare i processi organizzativi e gestionali. In definitiva, significa integrare due culture associative che condividono i valori dell’impresa, ma che arrivano da esperienze diverse».

Tante cose devono essere cambiate in Italia per migliorarne l’efficienza, abbattere rendite di posizioni, far salire nella considerazione valori come la meritocrazia e la concorrenza. Per far ripartire il motore della”macchina Italia”, Maggi da dove comincerebbe? «Mi piacerebbe lavorare - auspica Maggi - in un paese che valorizza l’impresa, mentre oggi in Italia continua ad essere prevalente un sentimento che considera l’impresa come un soggetto che va arginato e contenuto». Nella lista degli interventi da concretizzare al primo posto cosa c’è? «Va ridotto il carico fiscale sulle imprese e sulle famiglie. Si avrebbero risultati immediati: aumentare la nostra competitività sui mercati, migliorare i margini aziendali, aiutare la ripresa dei consumi interni. Al terzo posto di questa lista, metto la sburocratizzazione del sistema che continua ad ostacolare e ritardare l’attività imprenditoriale e a complicare la vita dei cittadini».


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