Cervi: 18mila euro di danni, ma solo 6mila i contributi

Il resoconto nel Morbegnese: i risarcimenti di Palazzo Muzio sono un terzo delle richieste. Quindici gli agricoltori interessati. Avranno ciascuno da 300 a 1500 euro.

Cervi: 18mila euro di danni, ma solo 6mila i contributi
Le zone più colpite dalla presenza degli ungulati vanno dalla costiera retica fino a Talamona

Danni complessivi riconosciuti da tecnici per più di 18mila euro e rimborsi per poco meno di 6mila. A tanto ammontano le cifre che riguardano gli indennizzi riconosciuti dalla Provincia agli agricoltori del mandamento che hanno fatto richiesta per danni causati da animali selvatici alle colture nell’anno 2015.

In totale sono quindici i coltivatori che rientrano nel territorio del comprensorio alpino di Morbegno ai quali la Provincia ha riconosciuto un indennizzo alle colture dai danni subiti. Il provvedimento provinciale che dà il via alla liquidazione del danno fa riferimento alle richieste rivolte all’ente relative a eventi che si sono verificati durante lo scorso anno e i danni accertati a seguito delle perizie effettuate ammontano complessivamente a 18.610 euro.

Secondo il regolamento provinciale, i danni sono liquidabili in percentuale alla disponibilità di bilancio fino a un massimo del 90% del danno riconosciuto dal comitato tecnico. Dei 15 che hanno richiesto e ottenuto gli indennizzi, otto hanno subito danni da cervi, tre da cinghiali, gli altri da ghiandaie, corvi, passeri, scoiattoli, tassi, caprioli. I più danneggiati risultano essere i viticoltori, con sette coltivazioni attaccate da selvatici secondo le denunce presentate alla Provincia, ma anche i conduttori di frutteti (mele, mirtilli, frutteti misti), di prati e campi di mais. La distribuzione sul territorio dei danni registrati e indennizzati dalla Provincia per la bassa Valtellina spaziano sulla costiera retica da Buglio, Dazio, Civo, Ardenno, Dubino fino a Talamona, Morbegno, Cosio Valtellino e Rogolo nel fondovalle.

Per ogni agricoltore i danni riconosciuti vanno da un minimo di 300 a un massimo di 1.500 euro e la cifra viene decurtata in caso di mancata iscrizione all’Inps e alla camera di commercio e se le zone colpite sono o meno vocate alla specifica coltivazione.

La Provincia ha conteggiato nel 2015 su tutto il suo territorio danni denunciati che ammontano a oltre 380mila euro. La disponibilità di bilancio è stata di 120mila euro e ha consentito una percentuale di indennizzo pari al 35% del danno accertato, oltre alla restituzione della cauzione di 30 euro che ogni agricoltore versa al momento della denuncia. Coldiretti ha più volte ribadito la necessità di non tralasciare la segnalazione e denuncia dei danni riportati alle proprie coltivazioni anche quando siano di scarsa entità, per concorrere anche a fornire un dato il più possibile veritiero del problema dei danni da animali selvatici che ricadono sulle colture.

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