Cavo d’acciaio killer

lungo il sentiero a Consonno

Il gesto sconsiderato è avvenuto nei boschi sulla collina di Olginate, uno sportivo è rimasto ferito

Se solo il giovane fosse rimasto alzato invece che seduto, le conseguenze sarebbero state gravissime

Cavo d’acciaio killer lungo il sentiero a Consonno
1 Il cavo d’acciao trovato teso trasversalmente lungo uno dei sentieri più battuti dagli amanti del fuoripista in bici2 Il minareto, principale simbolo del degrado di Consonno3 Un’altra immagine del cavo che è stato trovato teso lungo il passaggio nel bosco

Un cavo d’acciaio teso tra due piante ad altezza d’uomo con il serio rischio di far del male a chi in bicicletta o in moto sarebbe transitato su quel sentiero.

Di questa brutta storia a Consonno sono stati informati la Forestale e i Carabinieri del comando di Lecco perchè un ragazzo di 19 anni, Pietro Mayer, di Lecco, che transitava in “fuoristrada” con la sua mountain bike, è stato scaraventato a terra dal cavo killer riportando una ferita al capo, diagnosi rilasciata dal pronto soccorso di Lecco.

Ma Consonno non è certo nuova a questi episodi e quindi è stato giusto fare intervenire i Carabinieri per registrare il gesto.

Un episodio che avrebbe potuto avere gravissime conseguenze, solo se il ciclista anziché stare seduto sul sellino della sua mountain bike, fosse rimasto alzato: il cavo lo avrebbe colpito alla gola. Un paio di anni fa erano stati i motociclisti dell’enduro che transitano tra i sentieri di Consonno, ad aver rilevato nascosti tra le foglie una manciata di chiodi a quattro punte.

Tutti i dettagli e la testimonianza dello sportivo lecchese, negli ampi servizi su “La Provincia di Lecco” in edicola sabato 4 aprile.

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