Cassa integrazione a Lecco e Como  «Migliora, ma non durerà a lungo»

Cassa integrazione a Lecco e Como

«Migliora, ma non durerà a lungo»

Il report Uil, il periodico monitoraggio indica un calo su agosto: alberghi e ristoranti il settore più in difficoltà

Pur in un contesto difficile, caratterizzato dai timori di una nuova frenata dei consumi e dell’economia dovuta alla recrudescenza dell’epidemia da Covid-19, va segnalato come le imprese comasche e lecchesi, nel corso del mese di settembre, abbiano ridotto il ricorso alla cassa integrazione rispetto ad agosto. Il dato emerge dal rapporto mensile della Uil del Lario dedicato alle ore autorizzate di cig nelle province di Como e Lecco, che tuttavia è carente del dato riguardante il Fis (fondo integrazione salariale) ed il Fsba (fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato) per cui non sono disponibili indicatori provinciali.

A Como la contrazione di settembre rispetto ad agosto è stata del 32,5%, mentre a Lecco addirittura del 68,3%. Non è invece neppure confrontabile il dato delle ore autorizzate nel mese scorso con quello dello stesso mese del 2019: per Como si parla di un incremento del 10.296% e per Lecco del 223,1%. Se si considerano i primi nove mesi del 2020, sempre nel confronto con lo stesso periodo del 2019, per la provincia comasca l’aumento è superiore al mille per cento e per quella lecchese del duemila per cento.

I lavoratori in cassa integrazione da gennaio a settembre 2020 sono stati 22.766 per Como e 13.505 per Lecco.

Per quanto riguarda il settore tessile comasco, nei nove mesi va registrato un aumento del 427,7%, mentre per la meccanica lecchese l’incremento del ricorso alla cassa si è tradotto in un numero di ore autorizzate superiore al 1.572%.

Tornando al mese di settembre, a livello nazionale i settori “commercio” e “alberghi e ristoranti” sono quelli che hanno avuto il maggior numero di ore autorizzate di cassa integrazione in deroga con causale “emergenza sanitaria covid-19” . Con 22,2 milioni di ore autorizzate, il “commercio” si colloca in prima posizione, seguono “alberghi e ristoranti” con 8,7 milioni di ore.

«Ancora una volta - afferma Salvatore Monteduro, segretario della Uil del Lario - si deve rimarcare che il rallentamento della richiesta di cassa integrazione nel mese di settembre rispetto al mese precedente non deve lasciare andare a facili entusiasmi. Purtroppo - prosegue -, il peggioramento della situazione sanitaria per la diffusione del Coronavirus a livello globale e nel corrente mese di ottobre anche nel nostro paese inciderà negativamente sulla domanda estera ed interna».


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