Caso Lecco-Bergamo   Entro la fine del 2022 posa prima pietra
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Caso Lecco-Bergamo

Entro la fine del 2022 posa prima pietra

L’incompiuta Anas ha inviato il testo della convenzione

per regolare il passaggio di competenze con la Provincia

Micheli: «Sono fiducioso. Tanto lavoro, ma ce la faremo»

Posa della prima pietra della Lecco-Bergamo entro la fine del 2022. È un «auspicio ambizioso ma possibile» quello del consigliere delegato alla viabilità Mattia Micheli che sta seguendo il delicato iter di realizzazione della Lecco-Bergamo.

L’obiettivo

Un obiettivo «ambizioso» perché il lavoro da fare, prima di poter arrivare all’apertura del cantiere e alla consegna dei lavori, è ancora lungo ma «possibile» perché, proprio qualche giorno fa, sono state poste le basi senza le quali non si sarebbe potuto procedere.

Anas (struttura territoriale Lombardia) ha infatti appena inviato alla Provincia di Lecco il testo definitivo della convenzione relativa alla redazione del progetto esecutivo di completamento dei lavori di realizzazione della variante alla strada statale 639 Lecco-Bergamo, lotto San Gerolamo.

«È un risultato importante», sottolinea Micheli - che definisce chiaramente compiti e responsabilità degli attori coinvolti, frutto di un lungo e complesso lavoro portato avanti con costanza e determinazione dal presidente uscente Claudio Usuelli insieme con i consiglieri provinciali Bruno Crippa e Stefano Simonetti.

«Mi sarebbe piaciuto comunicare la posa della prima pietra - confessa Micheli - ma la strada è ancora lunga. Tuttavia, questo è un passaggio fondamentale per arrivare a quel momento».

Negli ultimi mesi, la Provincia di Lecco ha lavorato a stretto contatto con Ministero, Regione Lombardia e Anas per trovare una soluzione alla complessa vicenda e ripartire prima possibile con la progettazione esecutiva propedeutica alla ripresa dei lavori.

Cifre ancora vaghe

«Il progetto definitivo-esecutivo sarà fatto da Anas - spiega Micheli - e speriamo di poterlo avere per la metà del prossimo anno. Solo a quel punto, sapremo quanto costa l’opera».

Sulle cifre, destinate a lievitare, il consigliere provinciale non si sbilancia. C’è chi afferma che serviranno dai 20 ai 30 milioni in più. Tuttavia, osserva Micheli, «è importante sapere che i soldi già stanziati per l’opera, vale a dire 118 milioni, sono risorse in capo alla Provincia di Lecco, che ci sono e saranno destinati a quello e non ad altro. Se poi dovessero servire più soldi, basterà trovare quelli che mancano».

Anche sulla tempistica di ultimazione dell’intervento atteso da anni, Micheli non si sbilancia. «I tempi non ci sono e saranno definiti dal progetto definitivo-esecutivo. Penso però che, impegnandosi, come è stato dimostrato con il ponte di Genova, ce la si potrebbe fare anche in due anni». Con il sogno, nemmeno così irraggiungibile, «di completare l’opera per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina del 2026».


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