Casinò, spuntano anche i francesi  Ma i privati non possono gestirlo
Il casinò municipale di Campione d’Italia per ora non può essere ceduto a privati (Foto by archivio)

Casinò, spuntano anche i francesi

Ma i privati non possono gestirlo

Il commissario: «Già arrivata una dozzina di proposte: per ora non è possibile prenderle in considerazione. Oggi presenterò la mia relazione al ministro Salvini»

In questi ultimi mesi al municipio di Campione d’Italia è arrivata almeno una dozzina di proposte, offerte, manifestazioni d’interesse per rilevare il Casinò, ormai chiuso da un anno. Ma i privati per il momento sono esclusi dal rilancio della casa da gioco: spetta allo Stato o agli enti locali la riapertura.

Oggi il commissario speciale Maurizio Bruschi consegnerà a tal proposito la sua relazione al ministro dell’Interno Matteo Salvini. «A metà giugno ho protocollato una proposta avanzata dai miei clienti – spiega l’avvocato comasco Paolo Gatto a nome del gruppo francese specializzato in turismo Propriétés & Co della Hpa Holding».

«L’obiettivo - aggiunge il legale - è quello di rilanciare la casa da gioco con l’aggiunta di una spa, una galleria artistica oltre a negozi e abitazioni». Sul piatto arriverebbero 6 milioni di euro e 30 di fidejussione per una concessione almeno ventennale.

«Dall’Italia e dall’estero sono arrivate tante proposte per il Casinò, ne ho lette almeno una dozzina – dice Giorgio Zanzi, il commissario prefettizio alla guida del Comune di Campione d’Italia – ma al momento non sono state prese in considerazione perché arrivano da soggetti privati.L a legge ad oggi non consente un subentro privato, bisognerebbe prima cambiare le norme»

«La mia relazione su Campione d’Italia è conclusa – commenta invece Bruschi, un tecnico che ha speso tutta la sua carriera professionale dentro le stanze del Viminale – oggi la consegno al ministero. Delle varie offerte private non sono informato, non rientrano nei miei compiti».

Qualche dettaglio sulla relazione per la possibile riapertura del Casinò? «No, niente dettagli – ribatte secco Bruschi – sono valutazioni che spettano al ministero». Alla politica nazionale dunque toccherà decidere.

«Spero che la relazione sia l’inizio di un percorso che possa portare Campione d’Italia fuori dall’emergenza – ragiona Vincenzo Falanga, segretario della funzione pubblica della Uil del Lario – auspico altrettanto che nelle more della definizione e della ripartenza del Casinò non vengano completamente cancellati i servizi alla comunità».


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