«Camicie verdi da processare»

Accusati anche due lecchesi

Dopo 18 anni richiesta di rinvio a giudizio per 34 militanti leghisti

Tra loro l’ex sindaco meratese Robbiani e l’ex parlamentare Bosisio

Sono trascorsi 18 anni, ma non importa: per 34 militanti della Lega Nord che nel 1996 diedero vita alla Guardia nazionale padana, meglio conosciuta come le “camicie verdi”, la Procura della Repubblica di Bergamo ha chiesto il rinvio a giudizio per aver «promosso, costituito, organizzato o diretto un’associazione di carattere militare».

Era dunque un’organizzazione militare parallela, secondo il sostituto procuratore di Bergamo Francesco Dettori, quella che aveva tra i promotori anche due lecchesi, l’ex sindaco di Merate Andrea Robbiani, candidato la scorsa primavera al Parlamento europeo, e l’ex deputato di Montevecchia Alberto Bosisio.

L’inchiesta era stata avviata dal procuratore di Verona, Guido Papalia, ma la Procura veneta è stata quindi considerata territorialmente incompetente sul caso e il fascicolo, solo lo scorso settembre – dopo ben sette sospensioni dei termini per la prescrizione in attesa di pareri della Corte Costituzionale – è approdato in terra orobica.

I fatti risalgono al 2 giugno del 1996, quando, in occasione dell’annuale raduno sul pratone di Pontida, i vertici del movimento decisero, parallelamente alla istituzione del Comitato provvisorio per la liberazione della Padania, di dar vita anche a un servizio d’ordine denominato, appunto, Gnp.

«E’ assurdo», si è limitato a commentare il senatore leghista Paolo Arrigoni, riferendosi non soltanto ai 18 anni serviti per arrivare a questo punto, ma soprattutto al fatto che si processeranno per “banda armata” attivisti che invece avrebbero avuto solo l’incarico di garantire la sicurezza durante le manifestazioni del Carroccio e che ora rischiano da uno a dieci anni di carcere.

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