Mercoledì 27 Agosto 2014

Calolzio, «La Uilm ci aiuti

alle ex Trafilerie Brambilla»

I lavoratori dell’azienda calolziese nella sede della Uilm con Enrico Azzaro

Non c’è più solo la Fiom Cgil a seguire le sorti della ex Trafilerie Brambilla, oggi Trafilerie del Lario: i dipendenti, preoccupati per una situazione che non accenna a raddrizzarsi, hanno deciso di chiedere la discesa in campo anche della Uilm, che ha avuto con i lavoratori un primo incontro proprio a inizio settimana.

Lunedì, nella sede di Corso Martiri a Lecco, una folta rappresentanza dell’organico della storica azienda calolziese ha iniziato a confrontarsi con i responsabili dei metalmeccanici Uil, concentrando la propria posizione in particolare sulla vertenza avviata con la Fiom in Tribunale e che, fino a questo momento, non ha dato risultati concreti, con un duplice rinvio che ha spostato il dibattimento all’inizio di ottobre.

«I lavoratori sono giustamente preoccupati – ha rilevato Enrico Azzaro, segretario provinciale della Uilm - Essere in concordato e al momento senza alcun accordo mentre la data del 23 settembre (ultimo termine entro il quale le aziende interessate a rilevare tutta o rami della trafileria devono presentare offerte concrete e definite, ndr.) è sempre più vicina, gioca a favore dell’unica e vera concreta manifestazione di interesse, ovvero Celik Halat. Questo purtroppo è un punto di forza che ha la società turca, che ha dinanzi a se una serie di scenari a suo favore e può permettersi di dettare le condizioni».Condizioni che, in questi mesi, hanno messo i lavoratori gli uni contro gli altri, contrapponendo chi è stato confermato (con una pesante decurtazione dei salari) e chi, senza spiegazioni chiare, è stato invece messo alla porta.

«Scelte di questo genere da parte delle imprese, soprattutto in questa lunga fase di crisi, non sono nuove, ma il metodo utilizzato dall’azienda è stato sbagliato e provocatorio. E difatti tutto questo è stato letto come una vera provocazione, che ha prodotto il nulla nei fatti», ha aggiunto Azzaro, che ha quindi spiegato la propria entrata in scena.

«La Uilm si è affacciata a questa vertenza in quanto è stata chiamata in causa da alcuni lavoratori, i quali vedendosi in un vicolo cieco hanno chiesto un altro parere». La questione – così come pure la fabbrica per intero – è infatti stata saldamente in mano, fino a poco tempo fa, alla sola Fiom Cgil

«Sono vicende che colpiscono duramente i lavoratori in prima persona – ha ricordato - ed è assolutamente naturale che i lavoratori si guardino intorno alla ricerca di soluzioni. Noi non abbiamo la soluzione in tasca e tanto meno pensiamo di porre condizioni, ma intendiamo fare la nostra parte».

A partire dalla proposta di riaprire un tavolo negoziale «vero, dove si rimuovano gli ostacoli. In provincia di Lecco situazioni simili sono già avvenute e gli accordi si sono fatti e sottoscritti da tutti, perché quando si parla di lavoro e di tutela delle persone tutti devono fare la loro parte senza pregiudizi di sorta».

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