Bruciato striscione contro la mafia: «Che gesto infame»

Mariano Era esposto al parco “Falcone e Borsellino” , dove era stato affisso da Cittadinanzattiva in memoria dei magistrati. Il sindaco Alberti: «Speriamo sia soltanto una bravata»

Bruciato striscione contro la mafia: «Che gesto infame»
Lo striscione contro la mafia è stato appeso al parco “Falcone e Borsellino” in via lo scorso 18 luglio

Pochi giorni dopo l’anniversario della strage di via D’Amelio, il cartellone che condannava la mafia nel parco dedicato a “Falcone e Borsellino”, è stato bruciato da mani ignote. È accaduto nella notte tra lunedì e martedì a Mariano, in via Sant’Ambrogio.

Lo striscione è durato solo sette giorni: l’associazione Cittadinanzattiva lo aveva affisso nel giardino pubblico per ricordare i due magistrati simbolo della lotta alla criminalità organizzata, trent’anni dopo la loro morte. «Ne faremo uno più grande», promette la referente del gruppo, Fernanda Donchi.

La denuncia

Lo striscione è stato esposto nell’area verde il 18 luglio. Sulla stoffa erano impressi disegni e scritte contro il crimine organizzato: «La mafia non spara, compra» , «I tuoi diritti diventano i suoi favori», «chi convive è complice». Qualche giorno dopo, qualcuno lo ha tolto alla vista, arrotolandolo intorno a un palo. Poi, martedì, l’inquietante scoperta.

A denunciare il fatto è la stessa referente dell’associazione Cittadinanzattiva: «È un episodio infame e inquietante», commenta Donchi che ha già formalizzato una denuncia contro ignoti ai carabinieri della Tenenza locale.

«Questo non ferma la memoria», assicura Donchi che promette di riposizionare un nuovo striscione davanti all’anfiteatro di via Sant’Ambrogio. Questo si affiancherà allo striscione già presente sulla collinetta di via dei Vivai, anch’esso contro la mafia: entrambi rimarranno rivolti verso la strada fino al 30 settembre, nell’ambito dell’annuale campagna promossa da Cittadinanzattiva per sensibilizzare la comunità sul tema con il patrocinio del Comune.

Reazioni di condanna

Dal Comune arriva una dura condanna al gesto. «È un episodio deprecabile», commenta il sindaco Giovanni Alberti che si affida alla rete di videosorveglianza per dare un volto al responsabile. «C’è una telecamera nelle vicinanze del parco che le forze dell’ordine stanno visionando», assicura il primo cittadino che conferisce al gesto la dimensione dell’atto vandalico. «Non gli do la connotazione di chi si vuole schierare con la mafia, ma questo non vuol dire che lo escludo. Credo però sia riconducibile a un atto vandalico di chi non ha capito l’importanza dell’iniziativa. In ogni caso - conclude - noi siamo schierati contro questi episodi, sosteniamo l’associazione e manteniamo alta l’attenzione».

Parole di sostegno arrivano anche dal presidente della commissione che lavora alla nascita del primo Osservatorio contro le mafie in un territorio per anni avamposto della ’ndrangheta. «Gesto da stigmatizzare e condannare con fermezza: è un fatto grave sia nel caso in cui chi lo ha compiuto lo abbia fatto per ignoranza e incapacità di comprendere il valore civile del simbolo e del messaggio, sia nel caso, ancora più grave, che qualcuno per fastidio abbia voluto silenziare l’iniziativa di Cittadinanzattiva», dice Simone Conti. «Lo striscione torni presto al suo posto per ribadire che per le mafie a Mariano non c’è più spazio. La nostra comunità marianese e il nostro tessuto associativo continueranno il loro impegno per la legalità ».

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