Botte e violenze a moglie e figli

Condannato a 9 anni di carcere

Botte e violenze a moglie e figli Condannato a 9 anni di carcere
Il tribunale di Como dov’è stato condannato il padre violento

Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna esemplare: 12 anni di carcere. Uno per ogni

anno di terrore che un uomo residente a Olgiate Comasco ha fatto vivere alla moglie e ai tre

figli minorenni.

Dodici anni di inferno tra pugni, calci, insulti, violenze sessuali, minacce, soprusi di ogni genere, terminati solo dopo che la figlia maggiore ha trovato il coraggio per confidarsi con i suoi professori prima e con i carabinieri di Olgiate poi, ponendo fine - con le manette - all’incubo per sé e la sua famiglia.

Alla fine il giudice delle udienze preliminari di Como, ieri pomeriggio, ha condannato l’aguzzino (di cui non pubblichiamo i dati nell’esclusivo interesse delle vittime delle violenze, che per questo vanno tutelate) a 9 anni e due mesi di carcere.

Ancora visivamente spaventati la moglie e i figli dell’imputato - un uomo di 39 anni - erano presenti all’udienza preliminare e hanno dovuto rivedere l’uomo, accompagnato in manette in carcere, essendo stato arrestato dopo la richiesta di misura cautelare presentata dal pubblico ministero Massimo Astori, titolare del fascicolo.

L’imputato, non più tardi di un paio di anni fa, aveva già subito una condanna a un anno e quattro mesi per maltrattamenti in famiglia. Ma questo non gli ha impedito di continuare a riversare la propria furia sui familiari tutti, nessuno escluso. Uno dei figli, quando aveva soltanto 6 anni, è finito in ospedale per una lesione procuratagli dal padre così grave da spingere i medici a rilasciare una prognosi di 40 giorni. Anche la moglie è finita più volte in ospedale, in un paio di occasione i pugni rimediati dal marito le avevo fatto perdere conoscenza. Tra le accuse contestate all’imputato anche quella di violenza sessuale aggravata.

L’intera storia è venuta a galla soltanto nel 2014 quando la figlia maggiore, all’epoca 17enne, aveva trovato il coraggio di raccontare alcuni flash della vita da incubo tra le mura domestiche. Nella primavera di quell’anno, proprio grazie ai professori della scuola, la ragazza ha trovato la forza di andare dai carabinieri per denunciare ogni cosa. E così, a luglio, in due drammatiche denunce la giovane ha messo a verbale le botte, gli insulti, le minacce, le violenze, i soprusi, i maltrattamenti subiti dal genitore. Ieri l’udienza preliminare e la condanna a 9 anni e 2 mesi con rito abbreviato.n

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