Bormio ski, bilancio stabile: pass in linea con la stagione

Rispetto all’anno precedente venduti 7.824 skipass in meno - La carenza di neve a Oga e la chiusura al 12 aprile hanno pesato.

Bormio ski, bilancio stabile: pass in linea con la stagione
Le piste da sci a Bormio

Chiude a 387.176 skipass venduti la stagione invernale 2014/2015 di Bormio ski. Un dato leggermente inferiore a quello registrato nella precedente stagione - quando si toccò quota 395.000 - cifra che va però commisurata alle minori giornate di sci dato che lo scorso anno la stagione è terminata il 20 aprile e quest’anno il 12, otto giorni prima.

Ad Oga, in Valdisotto, altra ski area gestita dalla medesima società, gli skipass hanno raggiunto quota 15.702, dato di gran lunga inferiore ai 23.500 dell’anno precedente ma quest’anno, vista la scarsità di neve, gli impianti di Oga sono stati aperti solo dopo le vacanze di Natale. Complessivamente sono quindi cifre soddisfacenti che, tutto sommato, dimostrano la stabilità della società che ha “tenuto bene” nonostante i cali sicuramente maggiori registrati dal comparto alberghiero.

«Rimane comunque una ski area - ha commentato l’amministratore delegato Valeriano Giacomelli - che non riesce a decollare. Si mantiene ma non decolla, non aumentano le presenze ma i costi, purtroppo, quelli sì. Auspicavo sicuramente qualcosa di più ad inizio stagione: in tante altre località, tipo nella Bergamasca, non c’era neve e a Bormio eravamo riusciti a predisporre dei buoni tracciati. Ebbene quello che non abbiamo incassato ad inizio stagione non l’abbiamo più recuperato. C’è poi da aggiungere che il meteo, soprattutto nei week end, quest’anno ha giocato contro di noi soprattutto per il vento».

Il paragone con Livigno è eloquente: lì si vendono le settimane e quindi, una volta che una persona ha prenotato, non si fa più condizionare dal tempo mentre Bormio «è imperniata - ha rilevato Giacomelli - sul mordi e fuggi. Siamo quindi molto penalizzati ed in balìa del tempo: adesso tutti, prima di partire, consultano il meteo e, caso mai, se ne stanno a casa».

Altra differenza enorme con Livigno è quella legata al numero di posti letto: «Lì aumentano di circa 150 unità in più all’anno, si investe molto - ha sottolineato - mentre adesso a Bormio ci sono difficoltà a riempire gli alberghi esistenti. Se si calcola che c’è un’occupazione media alberghiera del 50- 55%, occorre riflettere e agire. Bisogna lavorare sul marketing».

Il meteo ha pesantemente condizionato anche l’apertura della ski area di Oga, in Valdisotto, avvenuta addirittura ad inizio anno con perdita di tutto l’afflusso turistico legato al periodo delle vacanze natalizie. Giacomelli esamina i dati e ora confida in qualche inversione di rotta, anche grazie ad azioni sinergiche con operatori del settore e il mondo politico. E proprio oggi è in programma una riunione con i rappresentanti delle pro loco mentre, la prossima settimana, ci saranno aggiornamenti con gli amministratori per valutare eventuali iniziative atte a far finalmente decollare la ski area.

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