Benzina, sconto fino a luglio
E in Ticino distributori deserti

Oltre confine verde a 1,96 e diesel a 2,06 al litro. Da noi fino a 20 cent in meno

Benzina, sconto fino a luglio E in Ticino distributori deserti
La differenza di prezzo ha invertito il pendolarismo del pieno

Fino all’8 luglio - salvo improbabili (ad oggi) interventi a gamba tesa del Governo federale svizzero - la corsa al pieno di carburante in Ticino può dirsi nuovamente sospesa. E questo dopo che il Governo italiano ieri, nell’ultima data utile per dar corso all’atteso provvedimento, ha deciso di confermare il taglio sulle accise e sull’Iva legate al carburante per altri due mesi all’interno di un provvedimento che «rinnova e potenzia le misure attualmente in vigore» per quanto concerne benzina e diesel, aggiungendo un ulteriore taglio delle accise per il metano (con l’Iva al 5% al posto che al 22%).

Per dare un riferimento diretto, ieri in quel di Pizzamiglio un litro di verde costava 1,96 euro contro i 2,06 al litro del diesel. Il prezzo più basso registrato ieri in città - per dare un raffronto - si attestava a 1,79 euro al litro per la verde e 1,82 al litro per il gasolio, mentre nei Comuni della cintura cittadina la verde sempre ieri arrivava a costare 1,76 euro al litro contro l’1,82 euro di un litro di gasolio, il che significa 20 centesimi tondi in meno al litro per la verde e 24 centesimi per il gasolio.

È chiaro che la proroga decisa nell’ultimo giorno utile (va ricordato) da parte del Governo italiano rimescola nuovamente le dinamiche di confine legate al pieno di carburante, con i social - sul versante ticinese - che già ieri sera commentavano: «Dunque avremo una doppia convenienza ad andare a Como fino all’8 luglio, spesa e pieno di carburante». Ciò significa che continuerà il fenomeno dei “pendolari al contrario del pieno”, già avuto dal 22 marzo, da quando cioè il Governo ha dato corso al taglio delle accise, inizialmente prorogato sino al 21 aprile, poi fino al 2 maggio per arrivare a questa nuova proroga fino all’8 luglio, mettendo sul tavolo 2 miliardi di euro. Previsto anche un monitoraggio anti-speculazione da parte del Garante dei prezzi, che potrà avvalersi della Guardia di finanza.

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