Bene l’accordo con il Politecnico  A Lecco tanta innovazione a km zero
Domenico Campanella e Lorenzo Angelini

Bene l’accordo con il Politecnico

A Lecco tanta innovazione a km zero

In Fieramilano l’incontro tra gli imprenditori e Marco Bocciolone, già prorettore del polo lecchese

Fin dall’acquisizione attraverso la joint venture creata fra Duferco e Feralpi, la nuova strategia di crescita di Caleotto Spa è passata da una collaborazione con il polo lecchese del Politecnico di Milano, inseguendo più finalità: adeguare la preparazione del personale ai nuovi investimenti tecnologici, assumere giovani ingegneri sia per portare nuove competenze in azienda sia per favorire l’innovazione di quelle esistenti, dare il via a veri e propri programmi di ricerca applicata.

Un percorso iniziato nel 2015, spiegato ieri in Fieramilano da Marco Bocciolone (che nel 2015 era pro rettore al polo lecchese del Politecnico), da Domenico Campanella e Lorenzo Angelini (rispettivamente presidente e ad di Caleotto) nella conferenza dal titolo “Ricalibriamo il futuro. Caleotto e Sms insieme per gli acciai di qualità”. Fra i relatori anche Marco Asquini di Sms Group che si è detto «molto impressionato dalla visione strategica e del coraggio sugli investimenti messi da Caleotto Spa».

Nell’incontro moderato da Lucio Dall’Angelo, direttore generale di Siderweb, Campanella ha spiegato come i nuovi investimenti tecnologici e organizzativi abbiano rivoluzionato completamente il processo produttivo dell’impianto lecchese. Soprattutto, ha ricordato che attraverso l’accordo col Politecnico Caleotto ha «innestato nella cultura precedente, che ancora nel 2015 persisteva in azienda, i giovani del Politecnico, che ci ha portato innovazione a km zero». «E’ un accordo – ha sottolineato Angelini – che ci ha portato tecnica (la quale si scarica a terra nei prodotti) ed entusiasmo, che ora ci mettono tutte le nostre maestranze, con le quali abbiamo raggiunto tutti i nostri obiettivi»

A spiegare la storia di una collaborazione che continuerà nel futuro è stato Bocciolone: «Rispetto a come se la ricordavano i vecchi lecchesi – ha detto Bocciolone -, nel 2015 la Caleotto della tradizione non c’era più. Quel territorio di trafilatori di qualità si aspettavano che l’azienda tornasse a nuova vita. Nei primi incontri con l’ingegner Angelini cercavamo di capire come collaborare insieme, e abbiamo iniziato con una convenzione fra Politecnico e Gruppo Feralpi che ci permettesse di conoscerci».

Nei contenuti l’accordo ha previsto una forte focalizzazione sulla formazione di chi già lavorava in azienda e dei nuovi ingegneri metallurgici. Sono state promosse 14 lauree specialistiche e stage per gli studenti per permettere loro di vivere l’azienda. Ha funzionato. «Prese le reciproche misure – ha aggiunto Bocciolone – sono poi partiti alcuni affondi specifici su contratti di ricerca e una fase supportata da assegnisti di ricerca entrati nella convenzione. Ora abbiamo in atto progetti di ricerca sulla termomeccanica».

Bocciolone è stato a Lecco come pro rettore per sei anni, periodo durante il quale «il rapporto e i risultati ottenuti con Caleotto mi hanno dato la maggior soddisfazione in termini di ricadute positive provocate sul territorio. Con Caleotto – ha aggiunto – abbiamo avviato di fatto, senza metterlo sulla carta, un centro di ricerca congiunto secondo un modello di collaborazione avanzato e sicuramente nuovo per il territorio».


© RIPRODUZIONE RISERVATA