Bellagio, donna a tu per tu con il ladro  «Sono un carabiniere» e poi scappa
Il vetro mandato in frantumi dai ladri per riuscire a entrare nella casa

Bellagio, donna a tu per tu con il ladro

«Sono un carabiniere» e poi scappa

Quattro i furti messi a segno in pochi giorni, momenti di paura in località Vergonese - La figlia della vittima: «Mia madre non si è fatta intimorire, ha chiamato subito con il cellulare»

E’ allarme furti nella “perla del Lario”, considerata storicamente un’oasi felice alla voce razzie nelle abitazioni. Sono quattro i casi segnalati, tutti concentrati in una manciata di giorni a partire dal 10 luglio.

Uno dei quattro furti in particolare merita tutta l’attenzione del caso, considerato che la signora Annemarie - 76 anni portati con piglio deciso - si è trovata a tu per tu con il ladro all’esterno della bella abitazione di Vergonese, una frazione residenziale del paese. Un episodio che in dote porta anche un’aggravante, perché il ladro si è spacciato in maniera abbastanza maldestra per un carabiniere, giunto sul posto per i rilievi del caso.

E’ la figlia Sandra D’Alessandro a raccontare in presa diretta a “La Provincia” l’accaduto, sottolineando come anche in virtù di questo episodio sia importante tenere alta la guardia in paese e, per diretta conseguenza, nei paesi limitrofi, segnalando tempestivamente ai carabinieri eventuali presenze sospette.

«Mia madre è rientrata a casa in tarda mattinata e si è accorta della presenza di un uomo che parlava con accento italiano - racconta Sandra D’Alessandro, senza tralasciare alcun dettaglio -. Ha subito notato che quell’uomo era sporco di sangue, perché - lo abbiamo scoperto dopo - si era ferito nel rompere la vetrina che porta all’interno dell’abitazione. A mia madre ha detto testuali parole: “Sono un carabiniere. Ho già avvisato il maresciallo che sta arrivando per i rilievi. A rubare sono stati due albanesi”. Mia madre però non ha badato alle sue frasi e mi ha contattato subito al cellulare, nonostante i rimbrotti dell’uomo che diceva di lasciar perdere».

L’articolo completo su La Provincia in edicola stamattina, 21 luglio


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