«Belen, se t’avessi trovato prima

oggi non sarei in galera»

Corona in un libro autobiografico racconta la sua storia d’amore con la showgirl e ammette i suoi errori

«Belen, se ti avessi incontrato prima, forse oggi non sarei qui dentro. Dopo che abbiamo iniziato a frequentarci la mia vita è completamente cambiata e più passava il tempo, più il diavolo si allontanava da me. La mia immagine non ti ha rovinato, anzi ha contribuito a creare un personaggio incredibile, unico, uno strano mix di bellezza e trasgressione, fama e disobbedienza. Un’altra storia d’amore a metà tra un reality e vita vera, con improvvisi e continui colpi di scena, dove purtroppo, ancora una volta, ero io il regista. Ero all’apice della carriera. Non avevo imparato ancora la lezione, non mi era bastato il fallimento del mio matrimonio e così ho continuato a commettere gli stessi errori, che però hanno contribuito a farti diventare quello che sei oggi».

E’ uno dei passi più toccanti della lunghissima lettera aperta che Fabrizio Corona ha scritto dal carcere alla sua ex compagna Belen Rodriguez. Questa lettera, insieme con molte altre, indirizzate ad amici, ai familiari, alla ex moglie Nina Moric, sono contenute nel libro autobiografico «Mea culpa - Voglio che mio figlio sia orgoglioso di me», che Fabrizio Corona ha scritto con l’aiuto del fratello Federico, mentre sta scontando una condanna a 7 anni di carcere. Il settimanale «Chi» pubblica alcune anticipazioni, tra le quali proprio la lettera indirizzata a Belen, del libro (edito da Mondadori) che sarà nelle librerie dal 14 gennaio.

Un libro commovente e sincero, scritto con toni ben diversi da quelli spavaldi e tracotanti usati in passato che, secondo le parole che lo stesso Fabrizio Corona ha scritto nella lettera indirizzata a se stesso, deve servire per : «Cercare di costruirti le ragioni per essere migliore. Usa questo tempo che hai a disposizione per cambiare, migliorare, per essere felice, per tornare finalmente a essere quello che sei veramente. Riprenditi te stesso!».

Nel libro Fabrizio Corona ricostruisce la sua parabola: dalla scalata alla fama e alla ricchezza, fino alla caduta, ai processi e al carcere. Nella lunga lettera indirizzata a Belen, Corona ripercorre tutta la loro storia d’amore, dal primo incontro in un locale di Riccione: «Tu eri appena arrivata in Italia ed eri fidanzata con un giovane pierre, io ero sposato da più di tre anni ed ero innamorato. Non avrei dovuto notarti e invece sono stato tutta la sera a guardarti”; alla nascita del loro amore. «Era una storia improbabile, avevamo troppi problemi, io in particolare ne avevo tanti e grossi». Dalle tante fughe «quante notti d’inverno ho dormito fuori dalla porta di quella casa di ringhiera al freddo, sotto la pioggia, sdraiato sul tappetino, con te che continuavi a guardare dallo spioncino per controllare che fossi ancora lì». Fino alla fine della storia, segnata dalla perdita del figlio che Belen aspettava da Corona e dal successivo tentativo di rinsaldare un amore che andava spegnendosi.

Poi l’incontro di Belen con Stefano De Martino, l’uomo che poi ha sposato e dal quale ha avuto un figlio. «Così», scrive Fabrizio Corona «dopo la prima naturale reazione di rabbia, per la prima volta dopo tre anni e mezzo non ti ho più rincorso, perché sapevo che quella luce che dicevi di cercare nei miei occhi non sarebbe più tornata».

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