Assemblea Cna  È l’Iva che fa paura
Domani l’assemblea annuale della Cna del Lario e della Brianza

Assemblea Cna

È l’Iva che fa paura

«Ciò che ora le aziende temono di più sono le conseguenze dell’aumento sui consumi». Atteso anche il presidente nazionale: «Riconoscimento al nostro lavoro di unificazione con Como e Monza»

La scelta di una sede particolare per il messaggio che invia alle imprese manifatturiere e la presenza del presidente nazionale rendono speciale l’edizione 2018 dell’assemblea annuale della Cna del Lario e della Brianza, a cui si preparano a partecipare anche le aziende iscritte della provincia di Lecco.

L’appuntamento è per venerdì 4 maggio, alle 18 a Cantù, nella sede del “Museo Riva 1920” con la presenza del presidente provinciale dell’associazione, Enrico Benati, del presidente nazionale Daniele Vaccarino e del sociologo Aldo Bonomi.

«Quest’anno la scelta di Cantù – dice Benati – in un luogo come il Museo Riva, rappresenta un’attenzione a un territorio con densa presenza di manifatturiero legato al legno-arredo. La partecipazione del nostro presidente nazionale è un riconoscimento alla nostra Cna, che per prima in Lombardia ha unificato le aree di rappresentanza di Como, Lecco e Monza».

Benati anticipa i temi principali che affronterà domani in assemblea, dalla congiuntura economica che attraversa le 3.958 imprese iscritte alla Cna del Lario all’instabilità politica che condiziona il fare impresa, alla richiesta rivolta alla Regione affinché centri maggiormente le esigenze espresse delle imprese nei programmi di internazionalizzazione.

«Ciò che ora le nostre aziende temono di più – afferma Benati – sono le conseguenze in termini di consumi sull’aumento dell’Iva, che ci aspettiamo arrivi nella nuova Finanziaria. Serve un’attenzione diversa della politica verso le imprese artigiane e manifatturiere, e in proposito la prolungata instabilità non fa certo bene all’economia».

A proposito di interesse della politica «avanzeremo precise richieste alla nuova giunta regionale – aggiunge – per porre rimedio a una situazione in cui negli ultimi anni abbiamo visto scarso approfondimento, scarso confronto con i corpi intermedi sulle iniziative di crescita per le pmi».

Eppure da parecchi anni i bandi regionali, molto utilizzati dalle mpmi, per l’assegnazione di contributi su innovazione e internazionalizzazione si moltiplicano anche facendo leva sulle risorse aggiuntive a cui si può attingere in Europa.

«Sì – commenta Benati – i bandi ci sono ma mancano momenti di approfondimento sull’efficacia degli interventi. Ad esempio, l’ultimo incontro con i buyer stranieri realizzato col finanziamento della Regione e di Unioncamere totalizza oltre 2.000 incontri fra aziende lombarde ed estere, ma non c’è evidenza del fatto che questa sia la strada giusta che porti all’instaurazione di incontri fra imprese efficaci e duraturi».

Sul fatto che ci sia o meno evidenza del contrario Benati sottolinea che in base alla sua esperienza diretta ha osservato che «c’è una discrasia fra azienda locale e buyer estero: se ti va bene qualche prodotto lo indovini trovando così un canale per collocarlo, altrimenti tutto finisce lì. Servirebbe fare un lavoro simile a quello che stiamo facendo col Clab nel legno-arredo, con studio approfondito sui buyer che vengono da noi. In questi anni la politica ha voluto fare a meno dei corpi intermedi, certa di avere soluzioni pronte in tasca. Non è così – conclude Benati -, perciò chiediamo di riaprire un confronto nell’interesse di tutti».


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