Arrivati 15 profughi, ma non c’è posto

Alloggiati temporaneamente nella palestra della media di Maggianico. Coordina la Prefettura. Sature le strutture di accoglienza. Terrusi: «Ne sono attesi 50 o 60, stiamo verificando la disponibilità di spazi»

Arrivati 15 profughi, ma non c’è posto
Nella palestra della media di Maggianico le brande fornite dalla Protezione civile

Ventisette in tutto. Sono i profughi in parte - quindici - già arrivati, e in parte attesi entro domani in città. E non è finita: nelle prossime 24 ore ne arriveranno altri. «Pensiamo si potrà raggiungere il numero di cinquanta o anche sessanta».

Parole del vice prefetto Gennaro Terrusi. Ci troviamo di fronte a un’emergenza mai vista? «Ci troviamo di fronte a un’emergenza che non è certo cominciata oggi o ieri - replica il rappresentante dello Stato -: è un’emergenza continua, un’emergenza di sempre, destinata di sicuro a continuare. Anzi, le previsioni sono per un’intensificazione di questo trend».

I quindici richiedenti asilo già approdati in città hanno trovato un punto di ricovero temporaneo nella palestra della scuola media di via Puccini a Maggianico. Il Comune di Lecco ha messo a disposizione questa struttura su richiesta della Prefettura. E sulle parole “ricovero temporaneo” insiste molto il prefetto: non si tratta di accoglienza. Bisognerà anzi pensare al da farsi per una permanenza che potrebbe protrarsi.

La situazione non è facile: i 360 profughi già presenti nel territorio lecchese occupano tutti i posti disponibili nelle circa quindici strutture atte appunto all’accoglienza dei richiedenti asilo. Non c’è più posto insomma.

Al Comune è stata chiesta la palestra, la Protezione civile ha procurato le brande necessarie. Le operazioni sono state seguite dalla vice sindaco, nonché assessore alla Protezione civile Francesca Bonacina, mentre anche la Croce Rossa è mobilitata a fornire servizi di assistenza. «È stata individuata l’associazione Itaca che si occuperà della gestione giornaliera e delle necessità quotidiane delle persone ospitate», si legge nel comunicato della Prefettura. Intanto - fa sapere il vice prefetto «si stanno prendendo contatti con altri luoghi di aggregazione del territorio per verificarne la disponibilità. Confido che in brevissimo tempo si possa trovare una sistemazione».

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