Aree complementari  Motore da 24 miliardi
Il presidente della Camera di Lecco, Daniele Riva

Aree complementari

Motore da 24 miliardi

La massa critica dell’area vasta lariana

Sinergie e reti: aumentano i fattori di competitività

Due economie messe a confronto, quella di Lecco e quella di Como, non per rimarcarne divisioni e distanze ma per sommarle. Lo scopo è stimarne la massa critica totale e capire quale effetto moltiplicatore potrà produrre sull’area lariana anche grazie alle strategie che saprà mettere in campo la nuova Camera di Commercio unificata.

In proposito ieri, durante la 16ma Giornata dell’economia, sono stati forniti i dati aggiornati di ciascuno dei due territori ma anche il peso complessivo e il miglior posizionamento che l’economia lariana sta per conquistarsi nei rank nazionale e regionale proprio grazie alla fusione.

I numeri sono quelli del Rapporto economico 2017 sul “Rilancio dell’area lariana” a cura degli uffici studi dei due enti camerali e con la supervisione del Gruppo Clas.

Per l’ufficio studi camerale di Como i dati sono stati illustrati da Caterina Lorenzon. A fine 2017 le imprese attive sono 42.527, il 5% in meno dal 2009. Sul totale, il 32,7% sono imprese artigiane soprattutto dell’edilizia, che dal 2010 hanno perso il 13%. L’export ha totalizzato 5,6 miliardi (+2,5% sul 2016) e il tasso di disoccupazione è all’8,4%.

Nel Lecchese, ha spiegato Carlo Guidotti dell’ufficio studi camerale di Lecco, nel 2017 gli indicatori della produzione industriale e artigiana sono ampiamente positivi, così come nei numeri è migliorata anche la disoccupazione. Lecco ha 26.148 imprese. Il 16,4% delle imprese è del manifatturiero, al cui interno il metalmeccanico e i mezzi di trasporto pesano il 40%. Lecco inoltre vince in innovazione, con 65 contratti di rete e 262 imprese coinvolte, cioè 10 imprese ogni mille, contro le 3,2 della media lombarda. Trentanove sono invece le startup innovative. La disoccupazione nel 2017 è al 5,3% (dal 5,8% dell’anno prima). Con esportazioni pari a 4,4 milliardi di euro, il saldo commerciale è positivo per 2,4 miliardi.

Anche a fronte di ritmi di crescita diversi, insieme i due territori scriveranno una storia migliore fatta da 73.971 imprese, il 7,7% dell’intera Lombardia, che producono il 7,2% del valore aggiunto (oltre 24 miliardi), con un export che sfiora i 10 miliardi di euro. Ma quanto saranno competitivi i due territori di Lecco e Como uniti? Nei dati spiegati da Gianni Menicatti (analista e socio fondatore di Gruppo Clas) considerando solo alcuni dei tanti indicatori compresi nell’indagine, la percentuale di occupati con alte competenze metterà il Lario al 3° posto nazionale e al 2° regionale.

Per quota di laureati sul totale dei lavoratori in entrata previsti nel 2017 il Lario andrà al 10° posto nazionale e al 4° regionale (ora Como è al 22° e all’8°, e Lecco al 15° e al 6°). Per quota di export sul totale del valore aggiunto si raggiungerà il 14° posto nazionale e il 4° regionale (ora Como è al 33° e al 9° e Lecco al 19° e al 4°). Nel turismo Como, già leader nazionale, cede qualcosa a beneficio dell’area vasta la quale porterà al 4° posto nazionale e al 1° regionale (Como è già al 3° e al 1°, mentre Lecco è al 21° e al 4°). I redditi sopra i 26.000 vedranno il Lario al 10° posto nazionale e al 2° regionale (ora Como è al 17° e al 6° e Lecco all’8° e al 3°).


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