Antica casa di pesca sventrata  Pusiano, il sindaco chiede lo stop

Antica casa di pesca sventrata

Pusiano, il sindaco chiede lo stop

Abbattuti i muri dello storico edificio del Cinquecento , Maspero e l’opposizione intervengono d’urgenza. La proprietà: «Per ristrutturare bisogna fare disordine»

Per i pusianesi è un colpo al cuore toccare la casa di pesca, simbolo dal 1558 del lago. In questi giorni nei quali Egirent, l’azienda che acquisito l’edificio e i diritti di sfruttamento del lago, lavorava alla ristrutturazione in molti hanno buttato più di un occhio ai lavori.

Le lamentele per il modo di operare erano diventate un fiume e ieri davanti alla “sparizione” di parte del muro perimetrale il Comune ha inviato una segnalazione alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici e si parla di un sequestro del cantiere mercoledì mattina. Egirent replica che i lavori in corso riporteranno la casa all’antico splendore.

Il sindaco di Pusiano Andrea Maspero spiega: «Abbiamo telefonato ieri - domenica, ndr - per metterli a conoscenza di quanto stava accadendo, e credo che a ore faremo il sequestro del cantiere. Se si vedono le foto si può capire che si è intaccata fortemente la struttura. A qualcuno probabilmente è scappata la mano e non si può intervenire in questo modo su un edificio che ha un tale valore per tutto il Lago di Pusiano».

La società di gestione dei diritti di pesca Egirent, proprietaria dello stabile, ha come titolare Egidio Motta, imprenditore e importatore in Italia del marchio Polaris, che spiega: «Facendo i rinforzi purtroppo alcuni pezzi di muro si sono dimostrati instabili perché costruiti con la terra e si sono sbriciolati, anche per una questione di sicurezza del cantiere abbiamo dovuto intervenire» .

E aggiunge: «Rifaremo tutto comunque come prima, anzi meglio, le travi sono state portate a trattare e poi le inseriremo, i muri saranno ricostruiti con lo stesso stile, così come riposizioneremo le vasche per i pesci. Se ci lasciano lavorare termineremo penso per agosto. Non capiscono che per fare ordine bisogna fare prima disordine, noi abbiamo operato nel rispetto dei vincoli».


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