Il ponte supera il test della prova di carico
Il mezzo pesa complessivamente 45 tonnellate

Il ponte supera il test della prova di carico

AnnoneLe operazioni svolte in quattro fasi: mezzi in sequenza, ognuno dei quali del peso di 45 tonnellate
Quando i camion hanno lasciato il ponte, i rilevatori hanno riscontrato il ritorno alla condizione originaria

Il nuovo ponte ha passato l’esame: è risultato idoneo, dopo il collaudo dell’altra notte.

Pertanto, confermata l’apertura lunedì, alle 10, alla presenza del ministro Danilo Toninelli, del governatore della Lombardia Attilio Fontana, dell’amministratore di Anas Massimo Simonini, del presidente della Provincia Claudio Usuelli e dei sindaci, anzitutto Patrizio Sidoti, presente anche al collaudo (oltre che in tutte le circostanze precedenti).

Il via alle 23.37

L’altra sera «l’emozione è stata grande», ha detto proprio Sidoti quando – alle 23.37 - il primo camion ha attraversato il viadotto. Attorno all’una del mattino, i pesanti mezzi allineati sulla campata erano già cinque. Per le tre e mezzo, le prove si sono concluse, con otto veicoli in fila. Il collaudatore di Anas, Oriele Fagioli, ha seguito le operazioni - finalizzato a misurare l’elasticità del viadotto - con il progettista della struttura, Stefano Rossi. Hanno assistito anche il direttore dei lavori, Giuseppe Tedesco, dell’impresa “Co.e.St” di Moliterno, un dirigente operativo di Anas ed Amos Bresciani, dell’omonima azienda che si è occupata delle parti in acciaio. Oltre agli addetti, anche tanti cittadini: i pensionati - divenuti vere e proprie sentinelle del cantiere in tutti questi mesi – e persino famigliole, venute ad assistere al momento fatidico. C’erano, inoltre, gli attuali e i precedenti consiglieri di minoranza.

«Si poteva arrivare a questo stesso punto almeno un anno prima», ha commentato Tiziano Corti. Per il geometra Tedesco «si poteva arrivarci quattro mesi fa: bastava non trovare nel sottosuolo massi enormi in quantità, contenenti ferro, che hanno ripetutamente ingannato i metal detector del Genio militare protraendo per due mesi le obbligatorie verifiche belliche e complicando i nostri scavi».

Acqua passata; l’altra notte, gli occhi erano puntati tutti sui camion con ribaltabile ognuno, caricato con terriccio per pesare 45 tonnellate esatte. Il test si è svolto in quattro fasi: la prima, con due camion che sono andati a fermarsi al centro della corsia sul lato Milano, ha portato il ponte ad abbassarsi di 2,6 centimetri. Le misurazioni sono via via proseguite, con l’obiettivo di caricare 540 tonnellate e rilevare un abbassamento massimo di 8 centimetri. Nella seconda fase, altri due camion si sono aggiunti sulla medesima corsia; poi hanno cominciato a salire, uno dopo l’altro, i restanti quattro mezzi pesanti, sul lato di Lecco.

Una bionda conducente

Ciascuna fase, con le relative rilevazioni, è stata seguita col fiato sospeso dai cittadini ancora presenti e con la massima attenzione dagli esperti, nell’afosa notte e sotto la luce dei potenti fari.

A guidare sul ponte il quarto camion, decisivo per il test sulla corsia verso Milano, è stata un’avvenente e determinata conducente donna, bionda, proprio nella giornata dominata, sullo scenario internazionale, dalla figura emblematica della capitana della nave Sea Watch 3. Al termine, tutti i camion hanno lasciato il ponte ed è stato quello il momento della verità, quando i rilevatori hanno riscontrato il ritorno dell’infrastruttura alla condizione originaria.


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