Al Villoresi c’è “Kill Benito”  la fine del Duce secondo Martinelli
Il regista Renzo Martinelli

Al Villoresi c’è “Kill Benito”

la fine del Duce secondo Martinelli

Merate Il regista sarà al collegio mercoledì alle 21Il dibattito verterà anche sui misteri dell’Oro di Dongo

Dalle pellicole cinematografiche alle pagine di un libro, la passione di Renzo Martinelli per i misteri italiani resta immutata. Dopo avere fornito ricostruzioni lontane dalla “vulgata” per vicende come il crollo della diga del Vajont, l’uccisione di Aldo Moro, la tragedia del Dc 9 precipitato a Ustica, Martinelli indaga la morte di Benito Mussolini. Il Benito di “Kill Bill” è infatti il Duce sulla cui morte, nel corso dei decenni, si sono accumulati moltissimi dubbi. Anzitutto, non esistono né foto né filmati che testimoniano come Benito Mussolini e l’amante Claretta Petacci siano stati uccisi. L’unica ricostruzione, fornita molto tempo dopo i fatti, è stata quella fornita dal Partito Comunista come lo ha raccontato molto tempo dopo quella uccisione: «Il Duce lo abbiamo fucilato noi, insieme alla sua amante, Claretta Petacci, davanti al muretto di villa Belmonte, a Giulino di Mezzegra, alle ore 16,30 del 28 aprile 1945». Ma è davvero andata così? E che fine hanno fatto le sei valigie sequestrate contenenti l’oro sottratto agli ebrei del Centro Italia, il famoso “oro di Dongo”?
Il racconto di Martinelli, che è romanzato, fornisce risposte, le sue risposte, ad alcuni dei misteri ancora aperti. L’autore ne parlerà mercoledì 10 gennaio alle 21 sul palco del collegio Villoresi con il preside della scuola Stefano Motta e con il responsabile del quotidiano “La Provincia di Lecco”, il giornalista Vittorio Colombo.

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