Al posto del museo

l’archivio Politecnico

Dopo più di sei milioni spesi e un cantiere abbandonato si pensa a cosa fare dell’ex maternità. La Provincia di Lecco voleva farne un polo museale, ma l’operazione è finita nel peggiore dei modi

Al posto del museo l’archivio Politecnico
Il cantiere del polo museale fermo da anni potrebbe trovare nuova vita

Per l’ex maternità dell’ospedale di Lecco si potrebbe profilare un futuro diverso da quello fin ora dichiarato.

La palazzina di via Amendola, che nelle intenzioni della Provincia di Lecco (proprietaria dello stabile) dovrebbe ospitare un polo museale, potrebbe invece avere una duplice destinazione. Stando alle ipotesi più recenti, ancora non ufficialmente confermate, ci sarebbe l’idea di affiancare agli spazi dedicati alle esposizioni l’archivio storico del Politecnico.

Il progetto, attualmente al vaglio di Provincia, Comune, Politecnico e Univerlecco, prevede quindi di ospitare nell’ex padiglione maternità dell’ospedale l’archivio storico di tutto l’ateneo milanese. Nei mesi scorsi la Provincia di Lecco e Univerlecco avrebbero cominciato a prendere in considerazione la possibilità di realizzare un progetto di più ampio respiro su quest’area, che nei piani iniziali di Villa Locatelli doveva essere destinata esclusivamente al nuovo centro museale ed espositivo. Questa soluzione, che prevedeva la nascita in città di un altro spazio espositivo in aggiunta a quelli già esistenti e recentemente rimessi a nuovo (un nome su tutti Palazzo della Paure) non aveva mai convinto pienamente. A questa poca convinzione nel corso di questi anni si sono sommati i ben noti rallentamenti dei lavori che hanno trascinato la situazione fino ad oggi, comportando nel frattempo anche un problema per il campus del Politecnico, costretto a convivere con un cantiere di cui si fatica a intravedere la fine.

Solo recentemente l’area è stata riconsegnata alla Provincia, che nelle scorse settimane ha verificato l’indisponibilità delle imprese che avevano partecipato all’appalto a subentrare alle stesse condizioni. Ecco allora spuntare l’idea di trovare un nuovo progetto che possa coinvolgere privati e attrarre capitali per completare il centro espositivo museale e inglobare anche la porzione dell’area rimasta fuori dal primo appalto.

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