Accusò il padre di stupro

«Mi sono inventata tutto»

Testimonianza drammatica di una ragazza brianzola ieri in tribunale

Denuncia in procura: «Minacciata per ritrattare? Non è vero»

Accusò il padre di stupro «Mi sono inventata tutto»
I giudici hanno disposto una perizia psichiatrica per stabilire l’attendibilità della presunta vittima

Doppio colpo di scena, ieri pomeriggio, nell’aula penale del tribunale di Lecco dove era in calendario una nuova udienza del processo a quel padre residente in Brianza accusato dalla figlia di averla violentata quando aveva solo 5 anni.

Ieri mattina, infatti, la madre della giovane, con la quale la ragazza, che è diventata maggiorenne da poche settimane, è tornata a vivere dopo essere stata in affido per molti anni e aver trascorso gli ultimi mesi in una comunità protetta, ha chiamato il difensore dell’ex marito per informarlo del fatto che la figlia le aveva raccontato di essersi inventata tutto: e di essere intenzionata a ritrattare.

Il secondo colpo di scena lo si deve al pubblico ministero Cinzia Citterio, la quale ha informato la corte del fatto che, alcuni mesi fa, la ragazza aveva presentato in Procura una denuncia per minacce e tentata subornazione: in sostanza, la giovane, accompagnata dall’assistente sociale che allora la seguiva, aveva dichiarato di essere stata fermata per la strada, mentre andava a scuola, da un uomo, che l’avrebbe minacciata se non avesse ritrattato le accuse nei confronti del padre.

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