A Erba Elettronica   impazzano i droni

A Erba Elettronica

impazzano i droni

A Lariofiere grande successo anche delle stampanti 3D, tra i padiglioni molti gli stand dedicati alla sicurezza

Due anni fa erano la grande scommessa del settore elettronico, oggi sono solide realtà pronte a entrare nelle nostre case a prezzi concorrenziali: anche quest’anno droni e stampanti 3D sono protagonisti assoluti a Erba Elettronica, la mostra mercato in scena a Lariofiere. Tra i padiglioni c’è poi un’ampia scelta di oggetti tecnologici per gli appassionati del settore, dai semplici cavi per gli smartphone ai sistemi di sorveglianza domestica passando per gli oggetti da collezione.

Nel 2015 il canturino Marco Gallo ha aperto a Milano una società di distribuzione dei droni, la G&G Distribution. «Oggi - racconta - sono il rappresentante di un marchio leader, la Walkera Racing. Rifornisco i negozi di droni di ultima generazione, con prezzi che vanno da 500 euro per un modello base a 1.200 euro per droni professionali, ideali per fotografie e riprese dall’alto».

La moda dei droni è esplosa due anni fa, oggi se ne trovano di tantissimi tipi. «Il settore è in espansione - conferma Gallo - ma la bolla non è esplosa perché l’evoluzione è costante. Quelli che distribuisco io, ad esempio, si possono utilizzare anche per le gare: sono ancora poco conosciuti, ma stiamo per sbarcare nei grandi magazzini».

In Italia, a livello generale, i droni più venduti (l’80 per cento del mercato) restano quelli sotto i 200 euro. «L’evoluzione tecnologica è inarrestabile. La grande novità, nei prossimi mesi, sarà il matrimonio tra droni e visori per la realtà virtuale: ci sembrerà di essere a bordo del velivolo, senza muoverci dalla sedia».

Ormai definitivamente sdoganate sono anche le stampanti 3D, che hanno lasciato a bocca aperta tanti visitatori.

«Nel nostro settore - spiega Marco Andreacchio della Sdm3D di Molteno - l’effetto mediatico è passato. Oggi il mercato offre segnali contrastanti: a livello professionale vendiamo molto bene, le aziende continuano a investire nelle stampanti 3D; a livello domestico, c’è ancora del lavoro da fare».

A mancare, spiega Andreacchio, è la cultura. «I costi degli apparecchi sono ormai molto bassi, partiamo da 350 euro per una stampante domestica (si arriva fino a 15mila per strumenti pensati per le industrie). Il problema è che pochi sanno progettare al computer: negli Stati Uniti piuttosto che in Francia ci sono corsi di progettazione 3D già alle scuole elementari, l’Italia dovrebbe investire sulla formazione».

In un periodo in cui si fa un gran parlare di sicurezza, a Erba Elettronica non mancano i rivenditori di sistemi d’allarme.

«Anche noi - dice Jacopo Bandini dell’omonima società di Ponte Lambro - lavoriamo bene con le aziende. Gli utenti domestici, anche se spaventati dai furti, sono invece restii a investire in questi sistemi ritenendoli complicati e costosi: non è così, con duecento euro si possono posizionare due telecamere wireless, facili da installare, che ti avvertono con un sms se qualcuno è entrato in casa tua».


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