Spettri e tesori



Nel castello di Glamis (quello della Regina madre, per intenderci, e legato alle vicissitudini di Macbeth) una sedia va lasciata rigorosamente vuota durante le messe: è quella per il fantasma di una signora, che aveva incontrato una terribile fine. Nella cappella di questo incantevole sito scozzese, il gesto cortese nei confronti dello spettro è rispettato da secoli. Sembrerà una mera assenza a chi non crede a simili fenomeni, però un fatto è certo: quante presenze portano le leggende. A cominciare da quelle dei turisti.
Anche su questo ci ha fatto meditare la storia dell’acchiappa fantasmi nel Varesotto. La nostra è una terra che non ha bisogno di fenomeni paranormali per attirare il turismo, si dirà. Nemmeno la Scozia, ma un aiuto non guasta mai. Battute a parte, quante leggende si nascondono nella nostra provincia. Se davvero le sveliamo (ai varesini, prima di tutto), le facciamo conoscere e non le lasciamo cadere nell’oblio, possono rappresentare un piccolo tesoro. Culturale. E poi chissà.

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