L'abbraccio del lago

Il lago? Noi donne l'abbracciamo ogni giorno, o meglio no, non è una mera abitudine, come un rito consumato in fretta e incoscienza. Il lago è lo sguardo che riusciamo anzi a gettare oltre la routine. E' quando siamo in coda all'uscita dell'autostrada, scalpitiamo per entrare a Varese, il cellulare si impenna, la pazienza anche, eppure basta poco (un raggio di sole o un gruppo di nuvole addormentate) a catturare i nostri occhi e a indurli a soffermarsi sulla Varese incantata. Oppure ci stiamo uscendo, dalla città, e dovremmo essere concentratissime a evitare il solito frustrato automobilista che deve dimostrare di essere più rapido e gettarsi lungo la rampa tagliando la strada agli altri: ma la tempesta si è appena allontanata e ha lasciato uno specchio lucido come non mai. Allora (e in tante altre occasioni) abbracciamo il lago, e nella corsa della frenesia e dell'indifferenza ci chiediamo perché non si possa comunque riconoscere un record, rosa come la maglia di Basso.

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