La crisi è finita

Tra i saluti e gli auguri si fa largo una voce severissima, appartenente a un'anziana signora: sta adocchiando strada e marciapiede invasi dai resti dei botti.

La crisi è finita, strilla. C'è un attimo di disorientamento, come incerti se gioire a un lieto annuncio. Siccome siamo scottati (non dai botti), siamo prudenti nel danzare per strada.

Unendoci al suo sguardo, capiamo che sta parlando dei soldi spesi per quell'ora di bombardamento nella notte, tra i costumi adottati dalla modernità.

La crisi è finita - insiste - guardate quanti soldi in fumo.

La tentazione di metafora che sboccia  proprio da quel fumo, ci innervosisce. La mettiamo da parte, continuando con gli auguri, ma senza zittire completamente la vocina che ci ha lasciato dentro.

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