Buonanotte

L’ultimo pensiero prima di spegnere la luce. O il primo dopo averla spenta

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di Mario Schiani
Domenica 07 Luglio 2019

Pensiero indiscreto sul ruolo della stampa

Certe volte non possiamo fare a meno di metterci nei guai da soli. A me è capitato poco fa quando, del tutto inattesa e soprattutto non invitata, è sorta nella mia testa una domanda: ma la stampa è (ancora) utile?

In questi casi, l’uomo saggio scrolla le spalle, al massimo rilascia un sonoro“bah!” e prosegue oltre, sia con le azioni sia con i pensieri. Ma io saggio non sono e il pensiero si è incagliato lì, in quella regione indistinta eppure precisa del cervello dove vanno a incagliarsi i pensieri che, in qualche modo, richiedono una soluzione.

Ho creduto di cavarmela come molto spesso si fa oggi: rivolgendomi alla Rete. Mi son detto: ci sarà pure, in quell’immenso magma di informazioni, commenti, Milf e gattini, la risposta alla mia domanda. Con una sola certezza, infatti, ci muoviamo oggi nel mondo: in Internet c’è tutto.

Ebbene, non è vero. La risposta alla mia domanda sull’utilità della stampa non c’è. Ci sono, è vero, infinite risposte che girano intorno alla domanda, ma nessuna di esse ne raggiunge il cuore. Per esempio, si trovano pagine e pagine su perché «in teoria» la stampa è ancora utile o addirittura «essenziale». Ma questo lo sapevo già: io mi chiedevo invece se la stampa, non come dovrebbe essere ma così com’è, svolge ancora una funzione utile.

Non crediate che mi sia presto arreso: ho provato più e più volte a rimescolare il pentolone del Web nel tentativo di far salire alla superficie l’informazione che cercavo. Niente: ho letto e riletto appelli alla libertà di stampa e rapporti sulla medesima nel mondo, mi sono imbattuto in corsi di giornalismo, in “tutorial” su come scrivere perfetti comunicati-stampa e, naturalmente, non ho potuto evitare certe sussiegose rivelazioni su come la stampa sia assoggettata ai “poteri forti”, alle banche, agli ebrei, a Soros e, in ultima analisi, al diavolo in persona.

Arrivato a una concione intesa a collegare il ruolo occulto della stampa con le scie chimiche ho capito di aver sbagliato interlocutore. La domanda non dovevo rivolgerla alla Rete ma a me stesso: la stampa, per me, è oggi ancora utile? So bene che, di tanto in tanto, lo è: un’inchiesta va a fondo dei fatti, un giornalista rischia la pelle (e non di rado ce la lascia), un giornale fa leva sull’opinione pubblica e cambia, per il meglio, la vita della gente. Queste cose accadono, lo so, ma io sento di non aver ancora risposto alla domanda. La stampa è utile anche nell’ordinario, nei notiziari quotidiani, nei tg in onda 24 ore su 24, nei magazine di approfondimento, nei talk show e nelle homepage dei quotidiani che, per la verità, assomigliano a vetrine di bazar da poco, negozi che cercano di accontentare tutti con tre dita di politica, uno spruzzo di economia, due tette (o quattro, o sei: comunque un numero pari), la bistecca di Cracco, la salsiccia di Rocco e il video del turista che dà di matto in aeroporto?

In altre parole: la stampa, per me come per ognuno, svolge ancora un ruolo di informazione e non di distrazione, è luogo di apprendimento o ricarica di argomenti polemici, pozzo cui attingere conferme alle proprie mezze idee o sentiero lungo il quale si ha l’occasione di rifinire, rettificare e, in qualche caso, ribaltare le proprie convinzioni? In altre parole: la stampa è parte del Web o sta a parte dal Web? Se è vera la seconda ipotesi, allora posso finalmente rispondere che sì, la stampa è ancora utile. Fosse vera la prima, allora risposta non c’è, o sarebbe perduta per sempre tra Milf, gattini e scie chimiche.

di Mario Schiani

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