Rifugio di Biandino, riapertura difficile  «Servono 130mila euro per sistemarlo»
Introbio - Il rifugio è chiuso dal novembre 2015 (Foto by Sandonini)

Rifugio di Biandino, riapertura difficile

«Servono 130mila euro per sistemarlo»

Il futuro incerto spiegato in un’affollata assemble

Bocciata l’ipotesi di gestione a cura del “Mato Grosso”

Riaprire il rifugio di Biandino? La missione non è impossibile, ma di certo è piuttosto complicata.

Le sorti dello stabile di proprietà parrocchiale sono state discusse nell’assemblea convocata nel teatro dell’oratorio dal parroco don Marco Mauri dopo avere ricevuto 750 firme.

Il “Madonna della neve” è chiuso dal novembre 2015 quando il gestore Antonio Brini, a cui era affidata anche l’apertura della chiesa, ha lasciato, aprendo il suo nuovo rifugio. Da giugno a metà settembre 2016 il Santuario è stato tenuto aperto grazie ai volontari e la cosa si è ripetuta quest’anno.

«Ho capito che la gente di Introbio ci tiene - ha detto il parroco – ed ho fatto delle azioni per potere riaprire il rifugio che ritengo luogo interessante per la pastorale, per annunciare il Vangelo. Il rifugio per me non deve avere la finalità principale del commercio, ma deve essere a supporto del Santuario. Così ho coinvolto il “Mato Grosso”, contattando una famiglia di Monza, che conoscevo, con la finalità di riaprire nell’estate 2017».

Così non è stato poiché per riaprire la struttura servono alcuni lavori di manutenzione – per circa 130mila euro - e deve essere risolto il problema della fognatura, scoglio contro il quale si è fermato tutto non avendo trovato un accordo con una vicina proprietà.

L’idea della gestione al “Mato Grosso” ha trovato contrari i parrocchiani che preferirebbero un gestore introbiese.

Da qui la petizione e l’assemblea a cui hanno partecipato il vicario episcopale monsignor Maurizio Rolla e l’avvocato della Curia, don Lorenzo Simonelli che ha spiegato le questioni tecniche.

Rolla ha invitato al confronto, senza scontri con il parroco, per valorizzare il bene di tutta la comunità. Ma prima di ogni decisione sulla gestione, occorre sistemare il rifugio: se c’è qualcuno disponibile si può fare avanti contattando il parroco.

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