E’ morto precipitando sul Legnone
La zona del monte Legnone dove si è verificata la tragedia

E’ morto precipitando sul Legnone

PagnonaEscursionista di Bulciago cade sul sentiero, gli amici non l’hanno più visto e hanno dato l’allarme

L’abbaiare disperato del suo cane ha consentito ai soccorritori di arrivare al corpo senza vita del cinquantenne

Lo cercavano nel buio che ormai aveva avvolto il monte Legnone, dopo l’allarme lanciato dagli amici che invano lo avevano atteso a valle.

Lo cercavano lungo le pendici tagliate dalla strada militare tracciata ormai un secolo fa e che si arrampica verso gli alpeggi, il rifugio Griera e la vetta.

E un aiuto, in quella ricerca al buio dell’escursionista fino a quel momento solo disperso, è arrivato dall’abbaiare del cane.

Un volo fatale

Se l’era portato, come altre volte, nella sua escursione sui monti. E il cane ha richiamato l’attenzione dei soccorritori in un burrone nella zona dell’Alpe Vesina, dove l’uomo era precipitato e giaceva ormai senza vita.

Un escursionista d di 55 anni, Giulio Bucceri abitante a Bulciago, è morto così, ieri nel tardo pomeriggio, sul versante valvarronese del monte Legnone, precipitando per un centinaio di metri, un volo che è risultato fatale.

Teatro dell’ennesimo incidente mortale in montagna è stata appunto la zona dell’Alpe Vesina, un piccolo alpeggio che sorge accanto a un tornante della strada militare.

Il gruppo di amici brianzoli era partito al mattino per una passeggiata nella zona del rifugio Griera, dove in effetti i gestori avevano visto passare gli escursionisti

La comitiva era poi ridiscesa verso Pagnona percorrendo la strada militare.

A un certo punto, l’uomo ha deciso di staccarsi dal gruppo di amici, preferendo un altro sentiero ai tornanti un po’ noiosi della strada della linea Cadorna.

L’accordo con i compagni di escursione era di ritrovarsi a valle, a Pagnona, dove in mattinata avevano parcheggiato l’auto.

A Pagnona, però, l’escursionista non è mai arrivato. Dopo avere inutilmente atteso e con le prime ombre della sera incombenti, verso le 17 gli amici hanno lanciato l’allarme al Soccorso alpino. L’uomo, tra l’altro, era sprovvisto di telefono cellullare.

Il recupero

Le squadre dei soccorritori - una quindicina di persone tra uomini del Soccorso alpino e vigili del fuoco - hanno risalito le pendici della montagna verso il rifugio Griera.

A richiamare la loro attenzione, come detto, è stato il cane che accompagnava l’uomo e che abbaiava disperatamente. Proprio grazie all’animale, si è quindi riusciti a individuare il canalone nel quale l’escursionista era precipitato. Purtroppo non c’era più nulla da fare. L’uomo non dava segni di vita e non è rimasto altro che avvisare il magistrato di turno per ottenere l’autorizzazione di prammatica alla rimozione della salma. Alle 22 di ieri sera il recupero del corpo era ancora in corso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA