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<Piuttosto, il negozio resta chiuso. Ma ad un rumeno non lo darò>. Accade a Introzzo, il piccolo comune montano alle prese con problemi di carenza di piccole attività come l’alimentari in questione che l’immigrato avrebbe voluto trasformare in negozio di abbigliamento.
Parole pesanti e decise quelle di Mariangela Caminada dopo la proposta di rilevare la gestione, fattale da Daniel Stefan Coroian, cittadino di origine rumena che risiede in paese da otto anni.
Ed ecco il motivo del diniego: <Lo scorso anno – spiega la donna – due rumeni hanno fermato mio figlio a Milano, gli hanno dato un pugno in faccia e un sacco di botte, gli hanno preso il giubbotto, le chiavi della macchina ed il cellulare. Sono troppo arrabbiata con i rumeni: non faccio entrare uno di loro nella mia proprietà>.
E’ stato proprio Coroian, 36 anni, a raccontare la sua storia che per lui ha <un lieve sapore di razzismo e vecchia mentalità> e si è sentito quindi in dovere di dare spiegazioni su come sono andate le cose: <A questo punto sono quasi contento che le cose siano andate così. Ma non devono fare le vittime perché il negozio resta chiuso>.
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