Nuove scoperte a Piuro, dagli scavi le meraviglie dell’antico borgo sepolto

Piuro Una scultura in pietra arenaria e una colonna. Resti di un palazzo tardo rinascimentale spazzato via dalla frana del 1618. «Importante continuare a cercare»

Che qualcosa di rilevante fosse successo si era capito fin dal mattino di ieri, quando lungo la strada che porta all’area del Belfort di Borgonuovo di Piuro si è presentata una colonna di automobili. Tempo poche ore ed è arrivata l’ufficialità.

Gli scavi alla cosiddetta “Cantina del Piocc” hanno portato alla luce altre meraviglie della Piuro sepolta dalla frana del 1618. Quello che emerge è una sorta di “Pompei delle Alpi”.

La Cantina del Piocc

«Dagli scavi di messa in sicurezza dell’area conosciuta ai più come “Cantina del Piocc”, stanno emergendo nuovi elementi di assoluto interesse – spiega il sindaco Omar Iacomella - . Il cantiere inserito nel progetto Interreg ​ Italia-Svizzera Amalpi18 si stava occupando della realizzazione di terrazzamenti per la messa in sicurezza dell’area quando, con evidente sorpresa, sono emersi elementi architettonici: una colonna in pietra finemente decorata oltre a elementi in arenaria scolpita di cui uno rappresentante un volto femminile, rassomigliante ai volti della sala delle cariatidi di Palazzo Vertemate».

Il ritrovamento non si deve, quindi, ad una campagna di scavi vera e propria ma alla conclusione del lavoro svolto in precedenza.

«L’area è sottoposta a constante monitoraggio da parte della Soprintendenza in collaborazione con l’università di Verona, per la quale sul campo è presente Mattia Cantatore, collaboratore di Fabio Saggioro, coordinatore della ricerche al Mot al Castel, area interessata negli ultimi scavi che ha rivelato essere il fulcro di Piuro sin dai tempi dei romani grazie ai ritrovamenti di sepolture databili verso la fine del IV secolo. Nelle prossime ore il professore si recherà sul posto insieme al funzionario della soprintendenza archeologica Stefano Rossi».

Gli elementi appena ritrovati, risalgono evidentemente ad un edificio risalente al periodo rinascimentale, a cavallo quindi tra il XVI e in XVII secolo. « Questa prima opera di messa in sicurezza dell’area di scavo e delimitazione delle strutture sepolte - dichiara Mattia Cantatore dell’Università di Verona - si sta rivelando particolarmente proficua, non solo per il rinvenimento di pezzi di indubbio valore estetico, ma anche perché sta consentendo di aprire una finestra sugli edifici presenti nel 1618 e sulle loro caratteristiche. In particolare se si dovesse confermare che gli elementi rinvenuti facessero parte della cosiddetta “Cantina del Piocc”, il fabbricato sarebbe di maggior pregio di quanto preventivato».

«Troviamo le risorse»

Parere confermato dalla Soprintendenza: «Questi nuovi ritrovamenti confermano l’assoluta eccezionalità del contesto archeologico di Piuro nel panorama alpino - dichiara Stefano Rossi - diventa ora sempre più urgente trovare le risorse per valorizzare questo importante patrimonio e renderlo fruibile al pubblico con una modalità che sappia dare forma alle tante storie riportate alla luce da oltre sessant’anni di ricerche».

© RIPRODUZIONE RISERVATA