Distacco dalla Nord del Monte Scerscen, sceso più di un milione di metri cubi di materiale

Più di un milione di metri cubi di materiale si è staccato dalla parete nord del monte Scerscen, versante engadinese, intorno alle 7 di domenica, lasciando attoniti i residenti e tutto il mondo dell’alpinismo svizzero, italiano e internazionale. Perché la zona interessata dal distacco è molto conosciuta e frequentata dagli alpinisti di tutto il mondo che, in questo periodo, sono soliti avventurarsi su questi versanti attratti dal mitico Gran tour del Bernina che collega l’alta quota engadinese e quella malenca.

Si parla di una frana che ha coperto quasi tutta la larghezza della vedretta di Tschierva, a circa 3200 metri di altitudine, e che è scivolata giù per il versante, come colata detritica, per qualcosa come cinque chilometri, assestandosi a un chilometro e mezzo dall’albergo Roseg, di Pontresina. Non ci sono, fortunatamente, persone coinvolte e non si segnalano danni a manufatti, però, il disastro ambientale è assodato e sono interdetti al transito anche i sentieri che portano sia alla Capanna Coaz, lungo la vedretta di Lej, sia alla Capanna Tschierva, attraverso la Val Roseg. E sono interessati dal distacco anche tutti i collegamenti che dalla vedretta di Tschierva portano verso le destinazioni dei tour del pizzo Roseg, dello Pizzo Scerscen e dell’Aguagliouls. Con inevitabili ripercussioni anche per le realtà d’alta quota che presidiano il gruppo del Bernina italiano, perché difficilmente nei prossimi giorni si potrà raggiungere in sicurezza la Marinelli Bombardieri e la Marco e Rosa.

«Una frana del genere, mista ad acqua, perché c’è anche quella, a metà aprile rappresenta un evento eccezionale anche se, ormai, di questo passo, con il cambiamento climatico in atto, nulla più può dirsi tale - afferma Michele Comi, geologo, alpinista e guida alpina di Chiesa in Valmalenco -. Comunque ha impressionato tutti vedere questa enorme lingua di rocce miste ad acqua percorrere tutto il versante e partire da un punto in cui, nell’ottobre dello scorso anno, si era già verificato un distacco di minore entità». D’obbligo chiedere ad un conoscitore dell’alta montagna come Comi da cosa dipenda la presenza dell’acqua nella colata.

Dopo la segnalazione della frana avvenuta da parte di alcuni alpinisti, la zona è stata passata al setaccio in elicottero dalle autorità svizzere per verificare lo stato dei luoghi ed escludere il coinvolgimento di persone dopodiché occorrerà attendere per capire cosa decideranno, le stesse autorità, in merito ad un transito in zona al momento impossibile.

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