Morbegno, il saluto di Gavazzi: «In cinque anni opere per 22 milioni»

Il sindaco Alberto Gavazzi non si ricandida, ma sottolinea il primato ottenuto in Comune: «Abbiamo effettuato cento interventi in tutta la città»

Il sindaco uscente Alberto Gavazzi non esita a definirlo: «Un primato attestato dai numeri: quasi 100 interventi, progettati, avviati o realizzati, in cinque anni, per un totale di 22 milioni di euro, cioè l’investimento più alto mai realizzato a Morbegno». E lo dice ovviamente con soddisfazione il primo cittadino che, come noto, non si ricandiderà alle prossime elezioni, ma che lascia in eredità al suo successore un Comune non solamente in buona salute, ma con investimenti attuati di grande portata.

«A rendere possibile questa portata di investimenti - spiega il sindaco - è stata l’efficienza nella programmazione e l’efficacia nel reperimento delle risorse economiche. È un primato di cui andiamo fieri perché, al di là dei crudi numeri, le risorse economiche ci hanno consentito di risolvere criticità, di migliorare e abbellire la città, di dotarla di servizi aggiuntivi. Inoltre, di questi 22 milioni di euro, soltanto il 10% sono fondi comunali, per la restante parte derivano da contributi e bandi da enti superiori, investendo quindi senza gravare sui conti del Comune».

Nel dettaglio sono stati completati lavori per sei milioni di euro, altri otto sono in corso e i restanti finanziano opere di cui si sta ultimando l’iter progettuale e che a breve si potranno eseguire. In totale sono quasi cento interventi in cinque anni: da manutenzioni e messa in sicurezza a riqualificazioni e nuove realizzazioni. È stata ridisegnata la zona tra via Ambrosetti, piazza Mattei e via Nani; è stato restaurato il lavatoio di via Venosta e sistemata la zona, messo in sicurezza l’incrocio tra le vie Stelvio e Merizzi, rifatto le pavimentazioni di piazza Marconi e via Malacrida, restaurato e riqualificato il tempietto, completata la strada ciclopedonale da via Lungo Adda a San Giuseppe. Si è intervenuti sulla piazza Sant’Antonio, definito la sistemazione del campo delle suore e del parcheggio di via San Marco, programmato la riqualificazione delle vie Damiani e Fabani, previsto la sistemazione dell’edificio dell’ex colonia fluviale. Sul fronte dell’edilizia scolastica: dal complesso scolastico di via Ambrosetti all’asilo nido, dalla scuola dell’infanzia alla palestra della primaria di via Prati Grassi.

«Guardandomi indietro - continua il sindaco -, vedo tanto lavoro e una straordinaria coesione all’interno della maggioranza, formata da persone con competenze, capacità ed esperienze che, nei diversi ruoli, messe a disposizione della città e dei cittadini. Rispondere ai bisogni, garantire servizi efficienti è il primo compito di un’amministrazione comunale, ma non basta concentrarsi sul presente, bisogna guardare al futuro, creando le condizioni perché i cittadini possano vivere, lavorare e sentirsi parte della costruzione di un futuro ambizioso nella difesa e nel rafforzamento dei servizi primari di una comunità. Tutto questo in anni straordinariamente difficili, poiché nessuno era preparato ad affrontare una pandemia e la crisi che ne è seguita».

Tra i fatti importanti,il sindaco cita anche il rapporto con gli enti superiori e il ruolo svolto da Morbegno quale capoluogo di mandamento. «La presenza di Morbegno nella giunta esecutiva della Comunità montana, come non accadeva da anni, il percorso di collaborazione con il consorzio turistico Porte di Valtellina, nel quale è confluito un ente turistico comunale che non aveva ragione di esistere, gli stretti rapporti con la Provincia e con la Regione ci hanno consentito di ribadire il ruolo della nostra città capoluogo di mandamento e seconda solo a Sondrio in valle».

Si aggiunge l’impegno per animare la città dopo gli anni difficili della pandemia. «La mia esperienza e quella della lista “Svolta a Morbegno” finiscono qui - conclude -, mi auguro che quanto è stato realizzato, progettato e finanziato possa essere d’aiuto a chi verrà dopo di noi. Credo che alla base di ogni progetto debba esserci il sincero affetto verso Morbegno, che nasce dal legame stretto con la città, dal quale discende la forte volontà di migliorarla, di farla crescere sotto ogni punto di vista».

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