«Preso con droga. Addio casa e lavoro  Vive in auto, ora spera solo nel  carcere»
Gli uffici comunali di Costa Masnaga dove, in un armadietto, è stata sequestrata della droga

«Preso con droga. Addio casa e lavoro

Vive in auto, ora spera solo nel carcere»

L’avvocato: «Per l’ex stradino di Costa Masnaga dopo l’arresto un’esistenza al limite del baratro». Chiesto l’aiuto di Amnesty

Una situazione «kafkiana». Così l’avvocato Girolamo Alfieri ha definito la condizione di Benedetto Donghi, 45 anni, operatore ecologico di Costa Masnaga, arrestato lo scorso marzo quando, nel suo armadietto di dipendente comunale e nel suo appartamento di Castello Brianza, gli uomini della Guardia di finanza hanno trovato panetti di hashish e piantine di marijuana.

Tutto questo gli è costato caro perché per questo motivo ha perso il posto di lavoro. Da allora, l’uomo si trova in uno stato tale da desiderare di tornare in carcere perché non ha né una casa, né lavoro né i soldi per sopravvivere. È lo stesso difensore a riassumere la vicenda e raccontare le condizioni in cui si trova costretto a vivere il quarantenne brianzolo. E a richiedere anche l’intervento di Amnesty international.

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