Linea dura per chi affitta ai profughi  Oggiono: «Multe sino a 15 mila euro»
La palazzine del Bersaglio dovevano essere destinate ai profughi

Linea dura per chi affitta ai profughi

Oggiono: «Multe sino a 15 mila euro»

Un’ordinanza obbliga i residenti a dare comunicazione preventiva in municipio. Roberto Ferrari: «Il Comune deve sapere»

Chi non comunicherà al Comune di voler affittare casa ai profughi, rischia da 2.500 a 15mila euro di sanzione amministrativa e conseguenze anche penali, per «inottemperanza all’ordine di autorità»: così, da ieri, cioè da quando è entrata in vigore l’ordinanza a sorpresa del sindaco leghista Roberto Ferrari.

«Nel testo – dice - sono specificati i motivi sanitari e di ordine pubblico per i quali viene adottata; all’origine, però – non lo nasconde – c’è anche il prioritario problema che i sindaci si ritrovano tra capo e collo: profughi sul proprio territorio senza essere avvisati, nonostante sia proprio sulle amministrazioni comunali e sulle comunità locali che, poi, ricadono i problemi».

Allora, ecco l’ordinanza: «Impone obblighi ai privati intenzionati a ospitarli: evidentemente, la stragrande parte dei quali attratti dal business; la comunicazione preventiva obbligatoria – manda a dire Ferrari – ci permetterà di non arrivare a sapere dal vicino di casa, ovvero dal consigliere del Comune accanto, che qualcuno si appresta allo sbarco oppure avrebbe partecipato al bando per gestire a Oggiono un Centro di accoglienza straordinario».

Insomma, traduce Ferrari «i privati guadagnano affittando gli immobili, il Prefetto distribuisce i profughi a destra e a manca, e il Comune si ritrova col cerino in mano»: da qui, i nuovi obblighi.

Ai proprietari degli immobili, viene imposto quello di «comunicare preventivamente all’amministrazione la sottoscrizione dei contratti – che andranno poi prodotti entro 48 ore dalla firma - o anche delle semplici “dichiarazioni di disponibilità” comunicate a chiunque abbia tra le possibili finalità l’ospitalità dei richiedenti asilo»; vale anche per gli «accordi con pubbliche amministrazioni» e per la «partecipazione a bandi». Infine, a cose fatte, scatta l’obbligo di aggiornare ogni 15 giorni il Comune su «quanti siano i soggetti ospitati, la loro provenienza e ogni altra informazione sullo stato di salute».

Leggete tutti i particolari nel servizio sull’edizione odierna de La Provincia di Lecco

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