Il papà dei nomadi: «Chiedo scusa  Noi ce ne andremo da Oggiono»
Il campo dei nomadi con le roulottes posteggiate da anni nell’area dietro il cimitero

Il papà dei nomadi: «Chiedo scusa

Noi ce ne andremo da Oggiono»

Parla il genitore dei ragazzi presi a rubare in un appartamento

Appello al sindaco per evitare che altri paghino

«I tre ragazzi hanno sbagliato e pagheranno pesantemente: verranno allontanati dal campo; chiediamo pubblicamente scusa a tutti gli oggionesi e alla famiglia dove hanno tentato il furto e che, tramite l’avvocato, hanno già promesso di risarcire. Ora, ci mettiamo nelle mani del sindaco, supplicandolo di non fare di ogni erba un fascio»: le famiglie di sinti lombardi – una decina, per una totale di circa sessanta persone - che vivono nel campo dietro al cimitero si sono rivolte alla stampa, dopo l’arresto di due 18enni e un 16enne domiciliati nell’area stessa, sorpresi venerdì scorso dai carabinieri a forzare la porta di una villetta in via Per Dolzago.

Informa papà Cristian, i cui due figli (uno dei 18enni e il minorenne) hanno tentato l’effrazione: «Come segnale forte, ai miei ragazzi e a tutta la comunità, lasceremo il campo: è un passo pesante, che va concordato con l’autorità giudiziaria e che significa cambiare vita; i fratellini dovranno lasciare gli amichetti e la scuola. È giusto, però, farlo, pur di preservare tutte le altre famiglie: non possiamo permettere che vadano di mezzo per una sconsiderata azione di questi adolescenti che, oltre a risponderne sul piano penale, stanno ora prendendo coscienza di quanto gli errori personali possano ricadere anche su chi ci sta attorno. È una lezione che meritano; noi ce ne andiamo: speriamo solo che il gesto serva e la comunità di Oggiono, a partire dal sindaco, non voglia davvero più penalizzare tutti». L’altro 18enne, già sposato e che era a Oggiono con la moglie, tornerà con lei dalla famiglia di origine, nel Bresciano.

Ma il sindaco Ferrari è categorico: «Il campo nomadi sarà smantellato. Restino, ma cercando casa come fanno tutti gli italiani».

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