Dopo l’incidente, denunce e tanti guai  Annone, Protezione civile verso la scissione
Volontari della protezione civile mentre tagliano l’erba

Dopo l’incidente, denunce e tanti guai

Annone, Protezione civile verso la scissione

Il dito quasi amputato dalla motosega tagliando l’erba ha creato un divario insanabile. Una ventina di componenti pronti ad aderire al nuovo gruppo

Spaccatura nella Protezione civile comunale: l’infortunio, avvenuto lo scorso aprile nel parco di “Villa Cabella”, non ha avuto conseguenze solo per il malcapitato volontario che quasi s’amputò un dito con la motosega; l’effetto a cascata sembra inarrestabile. Parla di «scissione» il sindaco, Patrizio Sidoti: «La scelta di alcuni volontari è quella di non occuparsi più di nient’altro che la protezione civile vera e propria; quindi, escludono la manutenzione del verde e, infatti, in paese già se ne sente la mancanza, con alcuni punti ridotti a un vero disastro. D’altronde – sottolinea Sidoti – noi comprendiamo: è stato uno choc, per molti, ritrovarsi di fronte un certo scenario, anche di denunce penali; c’è stato chi ha fatto una scelta di maggiori o minori responsabilità».

Subito dopo l’infortunio, sul posto intervennero l’autorità sanitaria e la dinamica dell’incidente passò al vaglio anche dei carabinieri della Compagnia di Merate. Uno spiraglio viene indicato ora dal sindaco, «a seguito di numerosi incontri: una ventina di volontari sarebbero disposti – preannuncia – ad aderire a un gruppo totalmente nuovo, con un nome diverso, disgiunto dalla Protezione civile e dedito al volontariato ambientale».

La Protezione civile di Annone era tra le più attive del territorio, spesso collaborando con quella di Oggiono; appartiene al gruppo Tiziano Corti, che commenta: «Pur senza polemica, c’è stato chi ha tirato troppo il freno. D’accordo la sicurezza, ma il problema, adesso, sarà logistico: si rischia una frattura insanabile per la ripartizione delle attrezzature, dovendo gestire un unico magazzino tra gruppi diversi e per i quali i macchinari sono egualmente essenziali, nelle rispettive attività».

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