Costa Masnaga, l’addio a Puricelli  «Genio e fedeltà a famiglia e lavoro»
Tanta gente anche sul sagrato ad attendere l’arrivo del feretro dell’imprenditore

Costa Masnaga, l’addio a Puricelli

«Genio e fedeltà a famiglia e lavoro»

Don Colombini: «Ha saputo dare lavoro a tanti. Ma l’azienda era molto più di un impero finanziario»

Un’unica rosa rossa adagiata sul feretro di legno chiaro e tutti i dipendenti, di ieri e di oggi, a gremire la chiesa di Santa Maria Assunta. Così, martedì pomeriggio, l’ultimo saluto al cavaliere Luigi Puricelli.

Il fondatore della Puricelli di via Nuova Valassina, il colosso internazionale che da sessant’anni produce laminati plastici, è morto domenica sera, nel giardino della sua villa. Un malore improvviso non gli ha dato scampo.

Aveva ottantotto anni. Tutto il gruppo Puricelli, presente con le sue cinque fabbriche in Italia, Grecia, Spagna e Tunisia, si è stretto in un unico abbraccio alla moglie Tullia, alle figlie Anna e Luisa e ai nipoti. Erano loro la priorità dello stimato imprenditore, come ha ricordato dal pulpito don Adriano Colombini, che nell’omelia ha speso parole di conforto e consolazione per questa morte improvvisa che ha sorpreso tutti e ha gettato i familiari nel dolore: «Luigi ha fondato un’attività che ha dato lavoro a tanti, e questo non è poco, in un mondo in crisi. Ma non si è limitato a costruire un impero finanziario e imprenditoriale. Al primo posto, ha sempre messo gli affetti familiari: prima la famiglia, poi il lavoro».

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