Cani e pecore senz’acqua e sfiniti  Pastore a processo per le crudeltà
La parlamentare Michela Brambilla al canile, in una delle sue battaglie in difesa degli animali

Cani e pecore senz’acqua e sfiniti

Pastore a processo per le crudeltà

In aula l’uomo di Molteno che nell’estate 2013 venne segnalato da Michela Brambilla. Si mobilitarono gli animalisti della Leidaa e gli uomini del Corpo forestale dello Stato

Nel luglio 2013 il Corpo forestale allertato dalla “Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente” guidata dalla parlamentare Michela Brambilla fece irruzione nella cascina di Claudio Farina, 63 anni, “pastore all’antica” dove trovarono alcuni cani in condizioni giudicate pessime. In quei giorni, Farina si trovava ai Piani Resinelli dove solitamente porta il suo gregge di oltre un centinaio di capi nella stagione estiva. E mentre Farina – avvisato del “blitz” a Molteno tornava a casa, lo stesso Corpo forestale e i volontari dell’associazione animalista andarono proprio ai Resinelli per verificare le condizioni delle pecore.

Quella vicenda ora approda in Tribunale. Ieri, davanti al giudice Nora Lisa Passoni, si è appunto aperto il processo contro Farina, difeso dall’avvocato Paolo Rivetti, Il capo d’accusa rileva come Farina «per crudeltà e senza necessità» sottoponesse gli animali a «comportamenti e fatiche insopportabili»: lasciava i cani legati per giorni a una catena troppo corta perché si potessero abbeverare e in condizioni igieniche pessime «avendo peraltro estratto a tre di essi io denti con una tenaglia» (come si usava un tempo per evitare che i cani azzannassero le pcore, ndr). Lo stesso comportamento, Farina avrebbe avuto anche per i suoi 144 ovini «di alcuni con la coda recisa e con evidenti sintomi di malessere, lasciati senz’acqua dentro un recinto privo di alcun riparo dal sole e dagli agenti atmosferici».

Leggete tutti i particolari nell’edizione odierna de La Provincia di Lecco

© RIPRODUZIONE RISERVATA