Bombole ad alto rischio e abusivi

A Molteno ora cresce la paura

Un’esplosione e alte fiamme hanno divorato l’appartamento al quarto piano di corte Filanda. Luce e gas tagliati, ma nell’alloggio vivevano tre famiglie

All’indomani dello scoppio nella corte Filanda di via Isabella Riva, si vanno delineando i dettagli dell’accaduto, che avrebbe potuto causare un vasto incendio e il crollo dell’intera ala del fabbricato (un’unica cortina, disposta tutt’attorno a un cortile centrale e abitato da oltre trenta famiglie).

I vicini hanno ricostruito i fatti con uno degli occupanti dell’appartamento. Domenica sera, all’ora di cena, nell’appartamento al quarto e ultimo piano del settore di destra del complesso, c’erano una decina di persone, tutte adulte, tra cui una donna incinta e il padre di una bambina di circa un anno, che si trovava invece ricoverata all’ospedale di Lecco dal giorno precedente ma, a quanto s’è appreso, non per generici malesseri, bensì per essersi ustionata in casa con acqua bollente.

L’alloggio finito semidistrutto dalle fiamme era di proprietà di un immigrato dall’Africa centrale che, in seguito a malattia, ha perso il lavoro: attualmente, è sottoposto a dialisi, sempre a Lecco; l’appartamento era ancora nelle sue disponibilità, ma gli era stata tagliata la luce. Privo di energia elettrica, l’appartamento risulta comunque che fosse abitato da tre nuclei familiari distinti: quindi, disponevano di altrettante bombole a gas, grazie alle quali cucinavano e scaldavano l’acqua utilizzando fiamme libere, ciascun gruppo in una diversa stanza. Domenica sera, una fiammata più alta ha spaventato gli occupanti che, gridando, si sono precipitati dalle scale. Mentre gli immigrati si riunivano in cortile, qualche altro residente, gettando uno sguardo, notava il fumo e, subito dopo, alte fiamme levarsi dalla loro abitazione.

Tutti i dettagli nell’edizione odierna de La Provincia di Lecco

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