«Grazie Riccardo, avevi un cuore grande»
Il feretro di Riccardo Galbiati davanti alla chiesa della Madonna di Bevera

«Grazie Riccardo, avevi un cuore grande»

BarzagoUna chiesa gremita di parenti e compagni di scuola ha porto l’ultimo saluto al quindicenne morto sugli sci

Commozione dei ragazzi: «Ci hai regalato tanti momenti di gioia». Il feretro accompagnato dalle note di Vasco Rossi

“Domani un altro giorno arriverà”. È sulle note di “Un senso” di Vasco Rossi che ieri pomeriggio, nella chiesa del santuario della Madonna di Bevera, davanti a una folla di amici, si sono svolti i funerali di Riccardo Galbiati.

A tributare l’estremo saluto al ragazzo di 15 anni, morto per un attacco cardiaco che ne ha stroncato la vita il 30 dicembre sulle nevi dell’Aprica, mentre era in vacanza con la famiglia, moltissime persone. C’erano gli amici del paese, i compagni dell’istituto Cfpa di Casargo, dove Riccardo studiava da un anno e mezzo, i parenti stretti e gli amici dei famigliari. E poi tante persone che sono rimaste scosse dalla tragedia.

Mentre il silenzio scendeva nella piccola chiesa del santuario, troppo piccola per contenere quanti accorsi per le esequie, nella sua omelia, d on Marco Crippa, coadiutore di Oggiono, ha cercato di trovare le parole per consolare i genitori Marco e Roberta e le due sorelline di Riccardo.

Le vacanze con la famiglia

«È successo tutto in un giorno come un altro. Anzi, un giorno migliore, dopo Natale, mentre Riccardo trascorreva le vacanze con la famiglia. Un giorno senza segnali e avvertimenti, quando il cielo si è rovesciato e capovolto». Così, all’improvviso, i genitori sono rimasti senza il figlio e la loro vita è cambiata. «Dopo questa tragedia - ha proseguito don Marco - ricominciare non è possibile. Dopo quello che è accaduto, non so come sia possibile non perdere la voglia di vivere e amare, la passione, la fiducia nel futuro. Dopo quello che è successo, non si può ricominciare. Bisogna cominciare di nuovo, tracciando nuovi sentieri».

Solo così Riccardo rimarrà sempre nei nostri cuori.

Don Marco ha avuto parole di consolazione non soltanto per i genitori ma anche per gli amici di Riccardo, che ha invitato a «continuare a dare ascolto alla vita, donandola, moltiplicandola, non risparmiandosi mai». Senza assumere la morte dell’amico come «un alibi per sciupare la propria vita rinunciando a farne qualcosa di buono».

Poi è stato il momento dei ricordi. Un gruppo di compagni ha ricordato come Riccardo fosse «buono» e «allegro», sempre pronto allo scherzo perché «amava ridere e far ridere». «Quando abbiamo saputo quello che ti era accaduto - hanno detto rivolgendosi all’amico che non c’è più - non ci abbiamo voluto credere. Non è giusto quello che ti è accaduto. Vogliamo però ringraziarti per i tanti momenti veramente belli che ci hai regalato».

L’amica commossa

Commosse le parole di un’amica, che ha parlato di Riccardo come di un «gentiluomo». Anche il nonno Vittorio non ha potuto trattenere le lacrime, ricordando il nipote. «Mi avevi promesso di passare a salutarmi dopo le vacanze. Non hai mantenuto la promessa ma ti perdono».

I compagni del Cfpa di Casargo, con indosso la divisa, hanno raccontato dei tanti momenti felici passati con l’amico: durante la giornata, ad impanare cotolette e cantare canzoni, oppure alla sera, dopo una giornata di lavoro, a scambiarsi, al freddo, confidenze e racconti su quanto accaduto.

Le parole di Vasco, le preferite da Riccardo, hanno salutato il feretro mentre il papà Marco ha invitato tutti ad applaudire un ragazzo solare, troppo presto strappato alla vita.

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