Olgiate, la Casa dei Ragazzi cerca sede  «Costretti a lasciare entro pochi mesi»
La Casa dei Ragazzi deve trovare una nuova sede

Olgiate, la Casa dei Ragazzi cerca sede

«Costretti a lasciare entro pochi mesi»

La normativa di sicurezza impone trasloco entro il marzo 2018, cercasi un’area adatta «Vorremmo restare a Olgiate, parteciperemo al bando»

La volontà politica c’è. Bisogna capire se ci saranno anche i tempi necessari.

Rischia infatti di saltare proprio per mancanza di tempo il progetto della costruzione della nuova Casa dei Ragazzi Treves De Sanctis.

Sabato, nel corso dell’annuale assemblea dei soci, è stato presentato il progetto della nuova sede, preparato da uno studio milanese. E alla riunione, proprio per manifestare l’appoggio all’operazione, hanno partecipato molti assessori della giunta e il sindaco.

Costi dai 7 agli 8 milioni

«Da un anno - ha spiegato la presidente Alessandra Brambilla - una commissione sta lavorando sulla progettualità. Il progetto presentato sabato prevede costi variabili dai 7 agli 8 milioni di euro. Ad oggi, però, ancora non sappiamo se resteremo a Olgiate Molgora, come ci piacerebbe, o saremo costretti ad andare altrove».

A dettare tempi ormai strettissimi ci sono norme di legge che impongono alla Casa dei Ragazzi adeguamenti sulla sicurezza entro il marzo 2018. Peccato che, ad oggi, non ci sia ancora stata una decisione definitiva.

«Mesi fa - ha ricordato Brambilla - l’amministrazione ha emesso un bando per l’assegnazione di un terreno che faceva al nostro caso. Il bando è però andato deserto. Aspettiamo di vedere il prossimo. Sperando di poterlo vincere. Certamente è incoraggiante il fatto che alla riunione di presentazione del nostro progetto abbia partecipato tutta la giunta. Bisognerà però vedere se ora ci sono i tempi necessari».

Il sindaco Giovanni Battista Bernocco rassicura: «Entro luglio usciremo con il nuovo bando di gara. Entro settembre chiuderemo ogni cosa e speriamo che la Casa dei ragazzi possa restare a Olgiate Molgora. Il loro progetto è bello e interessante. Noi ce la metteremo tutta per correre e fare in modo che al nuovo bando possano partecipare».

La decisione a settembre

Nel frattempo, a Porchera non stanno con le mani in mano. Dal momento che i servizi che garantiscono sono ormai diventati essenziali per tante famiglie, serve un piano B.

«Fino alla fine di luglio, possiamo ancora aspettare - ha dichiarato Brambilla. - Per settembre, invece, dovrà essere presa una decisione. A noi piacerebbe restare dove siamo. Ormai, abbiamo realizzato tanti progetti. Per esempio, la fattoria didattica, che viene utilizzata non soltanto dalle nostre strutture ma da tutto il territorio. Per rimanere, ci servirebbero almeno 8 mila metri quadrati. L’area Nava andrebbe benissimo»

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