«No alle nuove rotte aeree sul Meratese»  Sindaci contro la sperimentazione di Orio
I sindaci si ribellano alle nuove rotte sperimentali sul Meratese

«No alle nuove rotte aeree sul Meratese»

Sindaci contro la sperimentazione di Orio

Il documento predisposto alla conferenza dei sindaci inviato a Regione e Arpa

Rumori molesti ma anche più chilometri che significano costi e inquinamento ambientale

Sospendere immediatamente l’utilizzo delle nuove rotte seguite dagli aerei che decollano e atterrano all’aeroporto internazionale Caravaggio di Orio al Serio, ripristinando quelle vecchie.

La richiesta

È questa la richiesta con la quale termina la lettera sottoscritta dai sindaci di Airuno, Brivio, Cernusco Lombardone, Calco, Imbersago, La Valletta Brianza, Lomagna, Merate, Montevecchia, Olgiate Molgora, Paderno d’Adda, Robbiate, Santa Maria Hoè e Verderio che fanno riferimento alla conferenza dei sindaci del Meratese e che, pochi giorni fa, hanno manifestato il proprio malcontento per la sperimentazione avviata dallo scorso 22 giugno.

La missiva di protesta è stata indirizzata a Regione Lombardia, Arpa, Enav Ente nazionale per l’assistenza del volo, e Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile, oltre che alla Sacbo, che gestisce l’hub bergamasco.

Anche se la sperimentazione è attiva da poco meno di un mese, ai sindaci dei Comuni di Merate e dintorni nessuno ha comunicato alcunché. Sono stati i cittadini residenti a Osnago, Paderno e Imbersago che, colpiti da un inconsueto aumento di aerei sopra le proprie teste, hanno portato alla luce la problematica.

Appena i sindaci se ne sono interessati, hanno così appreso quello che era avvenuto dai colleghi di oltre Adda. E cioè che per diminuire i disagi patiti dai cittadini che vivono attorno all’aeroporto, erano state decise in via sperimentale nuove rotte che incrociano proprio sopra ai cieli meratesi.

«Dopo avere effettuato tutte le nostre verifiche - ha spiegato Stefano Fumagalli, presidente dell’assemblea dei sindaci - abbiamo deciso di scrivere una lettera con la quale chiediamo un ripensamento. Tra le motivazioni più forti c’è quella in base alla quale le nuove rotte di atterraggio e decollo sono più lunghe rispetto alle precedenti. E quindi comportando un maggiore consumo di carburante».

Il sindaco di Orio al Serio ha fatto anche i calcoli e in una lettera di qualche mese fa è arrivato a quantificare in «1.000 tonnellate in più all’anno» il maggiore consumo di carburante. Con ricadute dirette per quello che riguarda l’inquinamento atmosferico. Soprattutto in una zona, come la pianura Padana, dove, ricordano i sindaci meratesi, «i livelli di inquinamento sono già esasperanti».

Proposte «singolari»

I primi cittadini di Merate e dintorni definiscono «singolari» le «proposte di nuove rotte» quando, nel frattempo, si procede ad «avallare nuovi collegamenti con conseguente aumento dei voli, trasformazioni di capannoni di attività produttive in depositi di autovetture e allargamenti a dismisura di centri commerciali».

La mobilitazione dei sindaci marcia di pari passo con quella avviata dai colleghi dell’Isola bergamasca, sui cui territorio passano appunto le nuove rotte.

Identici i disagi che vedono in primo luogo pesanti ricadute sotto il profilo acustico con passaggi continui di velivoli ad ogni ora del giorno e della notte.

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