La protesta non ha fermato i ritardi  Un’altra giornata di passione sui treni
La protesta ha coinvolto una quindicina di sindaci del territorio

La protesta non ha fermato i ritardi

Un’altra giornata di passione sui treni

Giovedì sera una quindicina di sindaci hanno manifestato al fianco dei passeggeri - Oggi il Besanino delle 9 non è partito per un guasto ed è stato cancellato anche un altro treno

Non c’è nulla da fare, anche la giornata di oggi è stata un calvario per i pendolari lecchesi e non solo.

Fa caldo, e a quanto dice Trenord, quando salgono le temperature i treni si fermano. I disagi di oggi sembra dar ragione alla società che gestisce il servizio ferroviario, perché faceva caldo ed i treni si sono fermati, ad esempio il 5136 sulla linea del Besanino, peccato dovesse partire alle 9 del mattino, quando c’erano 26 gradi e non i 34 del pomeriggio: «non è stato effettuato a causa di un guasto non risolvibile in tempi brevi».

La situazione è ben descritta dal portavoce dei pendolari del Besanino, Alberto Viganò: «Ancora problemi questa mattina, con treni soppressi e composizioni corte», e sono treni nuovi, comprati 7 anni fa. Stessa storia sul lago, il 5255 è stato cancellato «a causa di un guasto al treno che richiede un intervento di manutenzione in sede di deposito». E che dire del Lecco-Milano delle 17,07, il convoglio 10869, che neppure ha lasciato i binari della stazione, è stato trainato in deposito perché si è guastato. I passeggeri sono stati dirottati sul treno successivo, partito mezz’ora dopo.

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