Il matrimonio negato in punto di morte  «La compagna ora verrà risarcita»
Sandro Frara, al centro del clamoroso caso per la richiesta di matrimonio negata in punto di morte

Il matrimonio negato in punto di morte

«La compagna ora verrà risarcita»

Il Comune di Lecco non ricorre in Cassazione, dovrà pagare 225 mila euro

Tre anni e mezzo dopo la sua morte, Sandro Frara può riposare in pace. È infatti definitiva la sentenza che dà ragione alla compagna Ginevra Brivio , che non era riuscita a sposarlo sul letto di morte.

Dopo una sentenza favorevole in primo grado a Lecco e quindi in appello a Monza, sono scaduti i termini entro i quali il Comune di Lecco poteva ricorrere al terzo grado della Cassazione. Di conseguenza, come ha sottolineato l’avvocato Raffaella Gianola, che ha seguito il caso dall’inizio, «di fatto la sentenza da questo momento in poi è divenuta pienamente definitiva. Con la rinuncia da parte del Comune di Lecco a ricorrere alla Cassazione, la famiglia non deve più temere una sentenza che modifichi i primi due gradi di giudizio».

La prima vittoria, Ginevra Brivio e i suoi due figli l’avevano ottenuta nell’ottobre 2016 quando il tribunale di Lecco aveva condannato l’amministrazione lecchese guidata dal sindaco Virginio Brivio a pagare un indennizzo di 225 mila euro alla famiglia olgiatese .

A marzo, era poi stata la volta del tribunale di Monza. La corte di appello, come aveva riassunto l’avvocato, legale della famiglia Frara, aveva rigettato l’appello proposto dal Comune di Lecco sostenendo che la richiesta non poteva essere accolta.

Ad aprile era stata discussa l’eccezione sulla improcedibilità dell’appello. A maggio era quindi arrivata la risposta. I giudici avevano inoltre sottolineato come a Monza si fosse ulteriormente precisato che il Comune di Lecco aveva frapposto impedimenti burocratici incompatibili con l’urgenza dell’articolo 101 del codice civile, che disciplina la procedura da seguire per un matrimonio in imminente pericolo di morte di uno dei due nubendi. Termina così una vicenda dolorosissima, iniziata nel marzo 2014.

Leggete tutti i particolari sull’edizione odierna de La Provincia di Lecco

© RIPRODUZIONE RISERVATA