I due parchi dell’Adda verso la fusione  È subito maretta, il presidente lascia
L’alzaia a Paderno, nel cuore del Parco Adda Nord che ora perderà la sua identità

I due parchi dell’Adda verso la fusione

È subito maretta, il presidente lascia

Agostino Agostinelli è dimissionario e con lui il consigliere Giuseppe Tentori

Due componenti su cinque del consiglio di gestione del Parco Adda Nord si sono dimessi. Si tratta degli esponenti del Partito democratico, il presidente Agostino Agostinelli e il consigliere Giuseppe Tentori.

Le dimissioni contemporanee sono state depositate un paio di giorni fa, dirette ai sindaci soci del parco, ai presidenti delle province e della città metropolitana, agli altri componenti del consiglio ed al direttore del parco. Le dimissioni, ancorché improvvise, non hanno colto del tutto di sorpresa, perché da tempo si vociferava di contrasti all’interno del consiglio di gestione del parco, formato anche da Renzo di Biase di nomina regionale e di due esponenti della Lega Nord Simonetta Soldi e il vicepresidente Paolo Mauri.

Ufficialmente si parla di dimissioni per motivi personali. Ma l’opinione diffusa è che le dimissioni siano legate alla nuova legge di riforma dei parchi regionali, che vedrebbe scendere i parchi lombardi da sei a tre. E in questo contesto dovrebbe scomparire l’Adda Nord così come noto. Dovrebbe nascere un grande parco che unisca all’Adda Nord il Curone, i tre plis del Vimercatese, Molgora, Rio Vallone e Cavallera Est, i plis bergamaschi del Basso Brembo, del Canto del Bedesco e della Gera e con collegamento verso Milano con il plis della Martesana, integrato con quello delle Cascine e delle Cave.

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